EssilorLuxottica in crisi di governance, analisti segnalano rischi per Milleri
EssilorLuxottica in crisi di governance, analisti segnalano rischi per Milleri

EssilorLuxottica, colosso italo-francese dell’occhialeria, si trova al centro di un report di analisi che mette in luce criticità nella governance aziendale. Il documento, pubblicato da Alpha Value, società francese di ricerca finanziaria, segnala la presenza di nodi non risolti, tra cui la frammentazione dell’azionariato e l’influenza sproporzionata di Francesco Milleri, amministratore delegato del gruppo. L’analisi, che vede il titolo in fase di rialzo potenziale del 60%, si concentra su una situazione di incertezza, con rischi per la stabilità aziendale.
La frammentazione dell’azionariato e il ruolo di Milleri
Il primo elemento di tensione riguarda la struttura dell’azionariato, con otto membri della famiglia che detengono ciascuno una quota del 12,5% di Delfin, la holding che controlla il 32,5% di EssilorLuxottica. Questa frammentazione, insieme alle partecipazioni in altre società, crea un contesto di scarsa concentrazione del potere. Gli analisti sottolineano che Francesco Milleri, uomo di fiducia del fondatore, ha un ruolo chiave nel sistema, ma la sua influenza non è sufficientemente controllata. Milleri importa de facto la governance disordinata della stessa Delfin all’interno del gruppo, affermano gli esperti.
La situazione si complica ulteriormente con la mancanza di un comitato esecutivo nel consiglio di amministrazione, che non permette di tenere sotto controllo le dinamiche interne. Inoltre, nessuno dei membri della famiglia siede nel consiglio di amministrazione di Essilux, un aspetto che peggiora la situazione di governance. Il report sottolinea che questa condizione ha reso difficile il controllo delle decisioni strategiche, anche se recentemente è stato avviato un tentativo di acquisire le quote dei fratelli Luca e Paola.
Le dimissioni di Del Vecchio e un possibile punto di svolta
La decisione di Leonardo Maria Del Vecchio di lasciare le posizioni di chief strategy officer e presidente di Ray-Ban ha suscitato interesse. Il report rileva che questa mossa potrebbe rappresentare un «raggio di luce» per la governance, permettendo una maggiore distinzione tra management e proprietà. Questo rende più chiara la distinzione fra management e proprietà, ed è positivo dal punto di vista degli azionisti di minoranza, sottolinea il documento. Tuttavia, la scelta non è vista come un allontanamento definitivo, ma come un passo verso una pulizia interna.
Le fonti vicine a Lmdv Capital hanno chiarito che la decisione di Del Vecchio non è intesa come un distacco dal gruppo, ma come un’operazione per rafforzare la governance. L’imprenditore, che ha operato sia come manager che come azionista, ora si muoverà con maggiore libertà. «Standò al report, Leonardo-Maria si opporrebbe ora a Milleri e alla sua influenza sproporzionata», affermano gli analisti. La situazione, tuttavia, non è ancora risolta e potrebbe aggravarsi.
Per quanto riguarda la strategia aziendale, EssilorLuxottica ha lanciato un programma di acquisto di azioni proprie, con un massimo di 5 milioni di titoli. L’operazione, che vale circa 787 milioni a prezzi di giovedì, rappresenta un segnale di fiducia nella capacità del gruppo di creare valore. Tuttavia, il titolo è attualmente dimezzato rispetto ai massimi dello scorso autunno, un dato che riflette la complessità del contesto. La crisi, sebbene in fase di formazione, potrebbe portare a una catarsi, ma il percorso non è semplice. Il report di Alpha Value vede in questa crisi un’opportunità per un rialzo del titolo, stimando un potenziale aumento del 60%. Il documento paragona la situazione a una purificazione, una liberazione dal caos interno. Tuttavia, il rischio rimane elevato, soprattutto per il ruolo di Milleri, il cui mandato scadrà nei primi mesi del 2027. Bisognerebbe tenere sotto stretta osservazione le ambizioni personali di Milleri, avverte il documento.
