Cassazione: “Chiara volontà di occultare responsabilità dei carabinieri nel caso Cucchi”

Cassazione ha respinto ricorsi carabinieri nel caso Cucchi, rilevando volontà di occultare responsabilità.

La Suprema Corte ha reso pubbliche le motivazioni di novanta pagine relative al processo per i “depistaggi” seguiti alla morte di Stefano Cucchi, avvenuta nell’ottobre 2009. I giudici della quinta sezione penale della Cassazione hanno rigettato i ricorsi dei carabinieri, tra cui il generale Alessandro Casarsa, il colonnello Lorenzo Sabatino e altri imputati. La sentenza ha riconosciuto l’assoluzione di Sabatino, che aveva visto confermata una condanna a un anno e tre mesi. La Cassazione ha evidenziato una “chiara volontà” da parte dei carabinieri di occultare le responsabilità per evitare che le condizioni fisiche di Cucchi fossero ricondotte a situazioni verificatesi durante la sua detenzione.

Volontà di occultare responsabilità

Secondo le motivazioni, le annotazioni di servizio sono state redatte con caratteristiche redazionali sostanzialmente identiche, rendendo difficile distinguere le differenze tra le annotazioni. Questo è stato ritenuto indicativo di un intento di occultare le modifiche apportate, in particolare i passaggi ritenuti compromettenti. I giudici hanno sottolineato che questa volontà è stata “puntualmente ricostruita” e che non è stata considerata una ricostruzione congetturale, ma un elemento fattuale rilevante.

La Cassazione ha rilevato una chiara volontà di impedire che le condizioni fisiche di Cucchi fossero ricondotte a responsabilità dei carabinieri.

La sentenza ha anche evidenziato come le annotazioni di servizio fossero state realizzate in modo tale da non rendere identificabili le differenze tra le varie annotazioni, un aspetto che ha contribuito a ritenere che ci fosse un intento di occultare le modifiche apportate. Questo ha portato a una valutazione che non è stata considerata illogica, ma piuttosto indicativa di un obiettivo specifico.

Assoluzione del colonnello Sabatino

Il colonnello Lorenzo Sabatino, che aveva visto confermata una condanna a un anno e tre mesi in appello, è stato assolto dalle accuse. La Cassazione ha affermato che non esiste alcun elemento fattuale che possa far ritenere che Sabatino abbia agito con il dolo richiesto. I giudici hanno sottolineato che non è stato possibile dimostrare un comportamento doloso da parte del colonnello, anche se le annotazioni di servizio hanno rivelato una volontà di occultare le responsabilità.

La Cassazione ha inoltre sottolineato che non è stato possibile dimostrare un comportamento doloso da parte di Sabatino, anche se le annotazioni di servizio hanno rivelato una volontà di occultare le responsabilità. Questo ha portato a una valutazione che non è stata considerata illogica, ma piuttosto indicativa di un obiettivo specifico.

La sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, ha espresso il suo commento sui social, dicendo che la Cassazione ha scritto la parola fine sull’uccisione del 30enne e sull’annientamento morale e fisico della sua famiglia. Ha dedicato le sue lacrime ai generali Alessandro Casarsa e Vittorio Tomasone, accusati di aver contribuito a occultare le responsabilità. Casarsa, che era il comandante dei Corazzieri del Quirinale, ha scritto la causa di morte di Stefano ancor prima dell’autopsia, mentre Tomasone ha aggiunto false informazioni sui suoi stati di salute.

Ilaria ha sottolineato che la famiglia è stata condannata a vita alle infamie degli haters della carta stampata e del web, e che Casarsa ha costretto la famiglia a consumarsi la vita in 16 anni di udienze. La sua dichiarazione conclude con un saluto alle sue genitori e a Stefano, evidenziando l’impatto emotivo del caso.