BYD sviluppa una piccola elettrica europea basata sulla tecnologia Racco
BYD sta sviluppando una piccola elettrica per l’Europa basata sulla tecnologia della Racco, con produzione prevista a Szeged in Ungheria.

BYD, il costruttore cinese di veicoli elettrici, sta studiando la realizzazione di una piccola elettrica pensata per il mercato europeo, basata sulla tecnologia sviluppata per la kei car Racco. Il progetto, secondo quanto riferito da Nikkei, mira a sfruttare l’architettura X-Pack della Racco, un sistema che integra batteria e elettronica di potenza in un unico blocco strutturale, per creare un modello adatto alle normative e alle esigenze del Vecchio Continente. La produzione del nuovo modello potrebbe avvenire nello stabilimento di Szeged, in Ungheria, dove BYD ha già iniziato a costruire la sua prima fabbrica europea.
Una tecnologia nata per rispondere a vincoli estremi
La Racco, lanciata da BYD in Giappone lo scorso luglio, è una kei car elettrica sviluppata per rispondere ai limiti dimensionali molto rigidi della categoria giapponese. Le kei car, regolate da normative molto severe, non superano i 3,4 metri di lunghezza, 1,48 metri di larghezza e 2 metri di altezza. Per rispettare questi vincoli, BYD ha creato l’architettura X-Pack, che integra batteria e inverter sotto il pianale, liberando spazio per l’abitacolo e permettendo un frontale più corto. Questa soluzione, già utilizzata sulla Racco, potrebbe essere adattata per un modello europeo, dove le dimensioni sono meno restrittive ma la domanda per veicoli economici e sostenibili cresce rapidamente.
Un mercato in crescita e un’opportunità strategica
Secondo i dati di Dataforce, nei primi sette mesi del 2026 una minicar su tre venduta nel continente è già a batteria, con oltre 102 mila immatricolazioni e una crescita del 75% rispetto all’anno precedente. Questo aumento di interesse per le elettriche piccole ha spinto la Commissione Europea a definire una nuova categoria, informalmente chiamata “E-cars”, pensata per veicoli entro 4,2 metri di lunghezza, assemblati in Europa e con una quota rilevante di componentistica locale. La nuova categoria mira a favorire l’accesso a incentivi dedicati, e BYD potrebbe beneficiarne grazie alla sua tecnologia. La produzione in Europa permetterebbe al costruttore cinese di evitare i dazi che gravano sulle elettriche importate dalla Cina, che arrivano fino al 35,3%, e di rientrare nei requisiti della categoria.
Lo stabilimento di Szeged, in Ungheria, dove BYD sta costruendo la sua prima fabbrica europea, potrebbe diventare il luogo di produzione del nuovo modello. Questo passo permetterebbe a BYD di ridurre i tempi di consegna e la dipendenza dalle importazioni dall’Asia, un aspetto strategico per il mercato europeo. Il progetto, se concretizzatosi entro un paio d’anni, non arriverà su un terreno vergine: il segmento delle city car elettriche europee vede già protagonisti modelli come la Leapmotor T03, la Hyundai Inster, la Dacia Spring e la Renault Twingo elettrica. Tuttavia, il vantaggio di BYD risiede nel fatto che il modello non nascerà da zero, ma si baserà su una tecnologia già testata e sviluppata per rispondere a vincoli estremi.
La tecnologia X-Pack, già utilizzata sulla Blade Battery, si basa sulla Cell to Body, un approccio in cui la batteria contribuisce alla rigidità strutturale della scocca. Questa soluzione, già sperimentata sulla Racco, potrebbe essere adattata per un modello europeo, dove le normative richiedono un equilibrio tra efficienza, spazio e costi. La Racco, con due batterie al litio-ferro-fosfato, offre autonomie fino a oltre 300 km secondo il ciclo WLTC, un risultato record per una kei car elettrica. La nuova elettrica di BYD potrebbe quindi posizionarsi come una soluzione economica e sostenibile, in grado di soddisfare le esigenze di un mercato in crescita.
