Ducati Hypermotard 1100S diventa Raptor, una special estrema realizzata a mano
Una Ducati Hypermotard 1100S diventa Raptor, special estrema realizzata a mano da Marc Wilmington

La Ducati Hypermotard 1100S, modello del 2009, è diventata una concept estrema grazie a un progetto realizzato da Marc Wilmington, un appassionato britannico con oltre trenta motociclette alle spalle. La versione personalizzata, chiamata Raptor, è una special di 172 kg con carrozzeria artigianale, forcella ZX-10R, videocamera posteriore e motore Desmo. Il progetto, realizzato in vetroresina e con centinaia di ore di lavoro, ha trasformato una moto di serie in un’opera unica, con un design aggressivo e un’identità completamente diversa.
Un progetto estremo, senza compromessi
Wilmington ha scelto di non utilizzare disegni preliminari, progettazione CAD o stampa 3D per creare le forme della Raptor. Il design è nato direttamente nella sua mente e poi trasformato fisicamente sulla moto. Questo approccio ha reso il progetto estremamente complesso, richiedendo un lavoro manuale intenso. La carrozzeria, realizzata in vetroresina, è stata costruita direttamente da lui, con un’esperienza limitata iniziale con quel materiale. Il risultato è una moto che cambia radicalmente le proporzioni della Hypermotard originale, con superfici tese e spigoli marcati.
La Raptor è un esempio di personalizzazione estrema, realizzata senza compromessi con la tradizione.
Dettagli tecnici e design unici
La Raptor presenta una serie di modifiche significative, tra cui una forcella Kawasaki ZX-10R, un serbatoio proveniente da una Ducati 848 e un telaietto posteriore specifico. L’assenza di radiatori per il liquido, ventole e relative tubazioni ha permesso di mantenere la moto stretta e visivamente pulita. Gli specchietti retrovisori sono stati eliminati, sostituiti da una videocamera posteriore che invia le immagini a un display integrato. Questa scelta moderna si sposa con un’identità meccanica volutamente analogica.
Il motore, un bicilindrico Ducati raffreddato ad aria da 1.078 cc, è stato mantenuto intatto, ma la centralina è stata modificata per ottimizzare le prestazioni. Il peso di 172 kg in ordine di marcia è stato raggiunto grazie a una combinazione di materiali leggeri e una progettazione attenta. Questo peso, abbinato alla coppia del bicilindrico, conserva una delle caratteristiche principali della Hypermotard originale: una risposta elevata ai bassi e medi regimi di giri.
Un progetto che nasconde la sua origine
La Raptor riesce a nascondere quasi completamente la sua origine, rendendosi quasi irriconoscibile rispetto alla Hypermotard 1100S. Anche se si possono notare alcuni indizi, come il bicilindrico Ducati raffreddato ad aria, la carrozzeria, l’avantreno e la coda costruiscono un’identità completamente diversa. L’obiettivo di Wilmington era creare una concept che, come quelle mostrate nei saloni, non sarebbe sopravvissuta alle esigenze produttive, ai costi e alle omologazioni. In questo caso, però, non c’è un consiglio di amministrazione a chiedere compromessi. La Ducati Hypermotard 1100S Raptor è quindi rimasta fedele all’idea iniziale: stretta, scura, spigolosa e volutamente esagerata. Non ha bisogno di potenze estreme o di elettronica da MotoGP per attirare l’attenzione. Le bastano 172 kg, un grosso Desmo ad aria e centinaia di ore di lavoro artigianale per trasformare una delle Ducati più anticonformiste degli anni Duemila in qualcosa di ancora più difficile da classificare.
