Spyker presenta la C8 Preliator XXV Coupé, hypercar artigianale con cambio manuale e ispirazione aeronautica
Spyker torna con la C8 Preliator XXV Coupé, hypercar da 800 CV con cambio manuale e ispirazione aeronautica.

Spyker torna con la C8 Preliator XXV Coupé, una hypercar da 800 CV con cambio manuale, presentata alla Monterey Car Week 2026. La vettura, prodotta in serie limitata a 25 esemplari, rappresenta un nuovo passo nella storia del marchio olandese, che si ispira alle radici aeronautiche e alla tradizione artigianale. La C8 Preliator XXV Coupé è sviluppata da zero, senza alcun legame con modelli precedenti, e si distingue per l’uso di alluminio lavorato a mano, un design ispirato all’aviazione e un’esperienza di guida diretta e fisica.
Un’esperienza di guida tradizionale
La C8 Preliator XXV Coupé si distingue per l’uso di un cambio manuale, un elemento raro nel segmento delle hypercar. Il motore è un V8 4.0 biturbo da 800 CV e 1.000 Nm di coppia, con una velocità massima superiore a 217 mph (circa 349 km/h). Il cambio, senza paddle né automatismi, richiede una decisione fisica del guidatore, con frizione, leva e sincronizzazione del gesto. Questo approccio è una scelta deliberata, che riflette la filosofia del marchio di privilegiare il rapporto diretto tra guidatore e meccanica.
La scelta del cambio manuale è una dichiarazione di intenti per Spyker, che vuole mantenere l’esperienza di guida tradizionale.
Design ispirato all’aviazione
Il design della C8 Preliator XXV Coupé è fortemente legato all’industria aeronautica. Elementi come i condotti NACA, i fanali posteriori ispirati ai postbruciatori dei jet, la pinna posteriore e il motivo isogrid portano avanti il legame storico del marchio con l’aviazione. Il motivo isogrid, originariamente utilizzato nell’industria aerospaziale per ottenere componenti leggeri e rigidi, è ripetuto in diverse zone della vettura, diventando un elemento grafico distintivo. La carrozzeria, costruita a mano in alluminio su uno spaceframe ridisegnato internamente, richiede circa 2.100 ore di lavoro per ogni esemplare. La finitura artigianale, con leggere differenze tra i singoli esemplari, è vista da Spyker come parte del valore dell’auto. Ogni vettura è commissionata individualmente, con configurazioni personalizzate, e rappresenta il primo passo della nuova fase industriale del marchio dopo l’ingresso di Volodymyr Nosov come co-owner.
Un’eredità di eccellenza
Spyker nasce nel 1880 come carrozzeria, con i fratelli Hendrik Jan e Jacobus Spijker. La prima automobile fu realizzata nel 1898, e nel 1903 il marchio costruì una vettura a sei cilindri e quattro ruote motrici, presentata tra Londra e Parigi. Uno degli episodi più importanti della storia sportiva riguarda il raid Pechino-Parigi del 1907, in cui una Spyker percorse circa 15.000 chilometri e si classificò al secondo posto, sponsorizzata da Louis Vuitton.
La nuova fase del marchio, avviata nel 2000, ha visto l’introduzione di modelli come la C8 Spyder, la C8 Laviolette e la C8 Double12, che portano in primo piano i riferimenti aeronautici attraverso prese d’aria, cerchi ispirati alle eliche e strumenti da cockpit. La C8 Preliator XXV Coupé, con il suo design ispirato all’aviazione e la sua produzione artigianale, rappresenta un ulteriore passo avanti nella storia del marchio olandese. La vettura presentata alla Monterey Car Week utilizza una vernice metallizzata Quail Green, con leggere particelle di rose gold, e l’interno è realizzato in pelle arancio marrone chiamata Tuscan Saddle. L’esemplare mostrato a The Quail porta il numero di telaio 270 e rappresenta l’ultima delle 255 vetture costruite dal rilancio del marchio nel 2000.
