Strage di Erba, ricorso respinto: confermato l’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso per la strage di Erba, confermando l’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi.
La Corte di Cassazione ha definitivamente chiuso la vicenda giudiziaria della strage di Erba, respingendo il ricorso presentato dai legali di Olindo Romano e Rosa Bazzi. La sentenza conferma l’ergastolo per i due coniugi, già condannati in via definitiva per il massacro dell’11 dicembre 2006, in cui furono uccisi Raffaella Castagna, il figlio di due anni Youssef Marzouk, la madre della donna Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini. L’unico sopravvissuto, Mario Frigerio, marito di Cherubini, fu testimone chiave nei processi.
Prove nuove non cambiano il verdetto
Le istanze di revisione del processo, presentate da tre soggetti diversi — il sostituto procuratore generale Cuno Tarfusser, il tutore legale della coppia e il collegio difensivo composto da Fabio Schembri, Nico D’Ascola, Patrizia Morello e Luisa Bordeaux — sono state respinte. Le richieste includevano l’ascolto di nuovi testimoni, la rivalutazione di prove già esaminate e l’analisi di piste alternative, tra cui quella legata alla criminalità organizzata. Tuttavia, nessuna delle istanze ha superato il vaglio preliminare.
La Corte di Cassazione ha ritenuto infondati i motivi addotti dai difensori, definendoli “mere e astratte congetture”. I giudici hanno confermato la sentenza della Corte d’Appello di Brescia del luglio 2024, che aveva già ritenuto infondate le nuove contestazioni. Tra le argomentazioni principali, la presunta inattendibilità della testimonianza di Mario Frigerio e la richiesta di riesaminare le confessioni iniziali dei coniugi, successivamente ritrattate.
La difesa attende un eventuale ricorso europeo
Nonostante le delusioni, la difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi non ha abbandonato l’idea di un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. L’avvocato Fabio Schembri ha espresso fiducia nel ricorso già presentato, affermando che “le nostre ragioni le abbiamo già scritte, adesso attendiamo l’esito”. I coniugi, che avevano espresso speranza fino all’ultimo, hanno confidato in un esito diverso: “Rosa ci sperava, Olindo ci contava”.
La Corte d’Appello di Brescia aveva già ritenuto infondate le nuove contestazioni, considerando pienamente attendibile la testimonianza di Frigerio, nonostante le obiezioni circa la sua lucidità al momento dei fatti. I giudici hanno anche ribadito la rilevanza della macchia di sangue riconducibile a Valeria Cherubini rinvenuta sull’auto di Olindo, confermando la coerenza delle confessioni iniziali nonostante il successivo dietrofront.
La sentenza definitiva chiude un processo che ha visto la conferma dell’ergastolo in tre gradi diversi di giudizio. La difesa, nonostante le prove nuove presentate, non ha potuto modificare il verdetto. La strage di Erba resta un caso di massima gravità, con conseguenze irreversibili per le vittime e per la famiglia dei coniugi condannati.
La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso, confermando la condanna all’ergastolo.
La difesa attende un eventuale ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
