Veronica Panarello condannata a 30 anni per omicidio figlio Loris

La madre di Loris, Veronica Panarello, è stata condannata a 30 anni per omicidio e occultamento del cadavere. Il padre: “Finalmente è finita”.

La madre di Loris, Veronica Panarello, è stata condannata a 30 anni di reclusione per l’omicidio del figlio e per l’occultamento del cadavere. La sentenza definitiva è stata emessa dalla Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla donna. L’omicidio, avvenuto il 29 novembre 2014, ha visto il bambino di 8 anni strangolato con delle fascette di plastica nella casa di famiglia a Santa Croce Camerina, nel Ragusano. Il corpo fu poi ritrovato in un canalone. La donna aveva inizialmente dichiarato di aver portato il figlio a scuola, ma le telecamere di sorveglianza hanno smentito questa versione, che è poi cambiata più volte.

La giustizia ha chiuso un caso drammatico

Il processo, celebrato con il rito abbreviato, ha visto la condanna confermata da una sentenza della Corte d’assise d’appello di Catania, emessa il 5 luglio 2018. L’avvocato Daniele Scfrofani, legale della donna, ha commentato che «la Giustizia ha messo un punto definitivo su questa tragica e drammatica vicenda: è stata la madre a uccidere Loris». Il ricorso presentato da Veronica Panarello verteva su dieci punti, tra cui l’elemento soggettivo del reato e la contraddizione della sentenza che parlava di dolo d’impeto ma anche di pianificazione con un sopralluogo da parte della donna.

La difesa aveva sostenuto che la sentenza non era coerente. Il pubblico ministero della Cassazione, Roberta Barberini, ha sottolineato l’assenza di nesso tra i tratti istrionici e narcisistici della personalità di Veronica Panarello e il delitto. Inoltre, ha ricordato che «non è necessario individuare un movente per stabilire la colpevolezza». Il Pg ha anche rilevato che «la chiamata in correità del suocero è stato l’ennesimo tentativo di manipolazione messo in campo dalla donna», riferendosi alla calunnia ai danni di Andrea Stival, nonno del piccolo Loris.

Processi in corso per calunnia e minacce

La donna ha accusato il suocero di essere l’autore materiale del delitto, perché Loris voleva rivelare una presunta relazione tra il nonno e la madre. Il prossimo 26 novembre, Veronica Panarello dovrà comparire in aula, davanti al Tribunale di Ragusa, per il processo per calunnia nei confronti dell’anziano. Inoltre, il 24 gennaio prossimo, davanti al Tribunale monocratico di Catania, inizierà il processo per le minacce di morte rivolte al suocero a conclusione della lettura della sentenza. La donna aveva urlato: «Sei contento? Sai cosa ti dico – gli urlò contro – Prega Dio che ti trovo morto perché altrimenti ti ammazzo con le mie mani quando esco…».

Il padre di Loris ha espresso sollievo. Andrea Stival, padre del bambino, ha commentato con brevità: «Finalmente è finita…». L’avvocato Francesco Villardita, difensore della donna, ha espresso soddisfazione: «Ce lo aspettavamo». La sentenza definitiva chiude un caso che ha scosso l’opinione pubblica e ha messo in luce le complessità di un processo che ha visto la madre di un bambino condannata per un atto estremo e drammatico.

La sentenza della Corte di Cassazione ha definitivamente chiuso un processo che ha visto la donna contestare ogni aspetto della sentenza di primo grado. La giustizia ha stabilito che la madre ha ucciso il figlio e che non è stato possibile dimostrare un movente. La donna dovrà affrontare ulteriori processi per le accuse di calunnia e minacce, ma la condanna per omicidio è definitiva.