Volvo affronta una crisi di fiducia e vendite negli Stati Uniti
Volvo affronta una crisi di fiducia e vendite negli Stati Uniti, con un calo del 32% nel 2026.

Volvo si trova a fare i conti con una crisi che va al di là delle semplici vendite: nel primo semestre del 2026, le sue vendite negli Stati Uniti sono calate del 12% rispetto al 2025, con un calo del 32% rispetto al 2025, il più basso livello dal 2020. I concessionari, che avevano una media di 63-65 giorni di stock, ora registrano un accumulo di 88-93 giorni, con un impatto significativo sulle margini di profitto. La situazione ha portato a una perdita di fiducia nel network, con Volvo classificata 24a su 32 in un recente sondaggio, un calo di quattro posizioni in un anno e quattordici in cinque anni. La strategia del gruppo, che ha visto un declino nella soddisfazione dei concessionari, ha spinto la casa automobilistica a prendere misure per rafforzare il rapporto con il network e migliorare l’esperienza client.
Un modello di relazione in crisi
La crisi non riguarda solo le vendite, ma anche la fiducia nel modello di relazione tra Volvo e i concessionari. La casa svedese, pur rimanendo una marca di riferimento per la sicurezza e la qualità, ha visto il suo posizionamento scivolare nel tempo. La NADA Winter Dealer Attitude Survey ha rivelato un calo del morale del network, con Volvo che si colloca in posizioni sempre più basse. Questo movimento indica una crisi che va al di là della semplice congiuntura economica, coinvolgendo la strategia e la rentabilità del modello. La casa ha quindi deciso di prendere iniziative per rafforzare il rapporto con i concessionari e migliorare l’esperienza client.
La strategia di marketing si evolve per rispondere alle esigenze del mercato. Volvo ha iniziato a modificare la sua strategia di marketing, spostandosi da campagne centralizzate a operazioni locali, con un maggiore coinvolgimento di influencer. Inoltre, ha adottato un portefeuille BEV-plus, che combina veicoli elettrici, ibridi leggeri e ibridi ricaricabili, per rispondere alle esigenze del mercato. Il programma di incentivi è stato bloccato per trimestri interi, mentre il software dei modelli come l’EX90 è stato sottoposto a una revisione, con un ridotto ritmo di aggiornamenti OTA. Un programma di supporto “white glove” è stato introdotto per aiutare i concessionari a gestire i problemi fuori garanzia in modo più rapido.
Un problema che va al di là del concessionario
Nonostante questi sforzi, il problema va al di là del concessionario e tocca l’esperienza client completa, dal software al servizio post-vendita. Secondo l’indice Widewail VoC 2026 T1, Volvo ha perso sei posizioni e si colloca 8a su 13 marche. I clienti segnalano un calo della soddisfazione, con un punteggio medio di 4,82 nel Nord-Est e 4,57 nell’Ovest, dove si segnalano problemi di comunicazione e tempi di attesa troppo lunghi. La casa automobilistica dovrà quindi affrontare una sfida complessa, non solo per migliorare le vendite, ma anche per rafforzare la fiducia e l’esperienza del cliente.
La fiducia nel brand si indebolisce nonostante la sua reputazione. Nonostante la reputazione di marca di Volvo rimanga forte, la soddisfazione dei clienti si è ridotta, con un calo nella qualità del servizio post-vendita. La casa ha quindi adottato misure per migliorare l’esperienza client, ma il problema non si risolve solo con le modifiche al prodotto o al marketing. La crisi dei concessionari e la perdita di fiducia nel modello di relazione rappresentano un problema strutturale che richiede una strategia più completa e coerente.
