Duello tra perizie nel processo per l’omicidio di Loris Stival, Veronica Panarello si difende
Nuove perizie e difesa di Veronica Panarello nel processo per l’omicidio di Loris Stival, ultime notizie del 22 giugno.

Il processo per l’omicidio del piccolo Loris Stival, avvenuto il 29 novembre 2014 a Santa Croce Camerina, si avvia verso un nuovo capitolo con l’udienza fissata al 18 luglio. La donna accusata, Veronica Panarello, dovrà rispondere di omicidio volontario e occultamento di cadavere, con aggravante per il rapporto di parentela con la vittima. L’udienza, inizialmente programmata per lunedì pomeriggio, è stata rinviata dal Gup Andrea Reale, in seguito a un dibattimento tra le consulenze degli esperti. La donna, madre del piccolo Loris, ha avuto l’opportunità di parlare in aula, spiegando le sue motivazioni e le sue condizioni psichiatriche.
Perizie in contrasto, scontro tra esperti
Le perizie tecniche, in particolare quelle psichiatriche, sono al centro del dibattimento. I periti del Gup hanno confermato la capacità di intendere e di volere di Veronica Panarello, permettendole di partecipare regolarmente al processo. Questo ha implicato che il processo si svolgerà allo stato degli atti d’indagine, con la possibilità di uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna, escludendo l’ergastolo. Tuttavia, le consulenze non sono ancora state depositate, e i periti nominati dal collegio difensivo hanno segnalato mancanza di refertazione su un’analisi funzionale della risonanza magnetica effettuata sulla donna.
La prossima udienza, fissata per il 18 luglio, vedrà il confronto tra le consulenze degli esperti. Il legale della donna ha sottolineato che la sua assistita non mentiva quando raccontava di aver accompagnato il figlio a scuola il 24 novembre 2014, ma aveva raccontato solo ciò che ricordava. Superata la paura, la donna avrebbe detto la verità, ha aggiunto l’avvocato Francesco Villardita.
Veronica Panarello: la sua difesa e le sue dichiarazioni
Veronica Panarello ha avuto modo di spiegare le sue motivazioni in aula, precisando che quando aveva sedici anni era stata ricoverata in ospedale per un tentato suicidio, per almeno tre giorni, non un giorno. Il suo legale ha sottolineato che la donna non ha mai nascosto la verità, ma ha raccontato solo ciò che le era rimasto nella memoria. La difesa ha sottolineato che la donna non ha mai mentito, ma ha raccontato solo ciò che ricordava.
Le perizie, che potrebbero influenzare la condanna, sono attese entro due settimane. Il dibattimento si concentrerà sulle capacità psichiatriche della donna e sulle sue dichiarazioni, con un’attenzione particolare alle condizioni che potrebbero influire sulla sua responsabilità. Il processo, che si svolgerà con il rito abbreviato, continuerà a seguire le mosse delle perizie e delle dichiarazioni della donna, con un’attenzione costante sulle prove e sulle testimonianze.
