Demenza senile e carenza di posti in Rsa: l’ex moglie si sente sola e in difficoltà
L’ex moglie di un uomo con demenza senile si trova in difficoltà a causa della mancanza di posti in Rsa e della fuga delle badanti.

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Una donna, Anna, si trova in una situazione estremamente difficile: deve occuparsi da sola di un marito di 78 anni affetto da demenza senile, senza alcun supporto esterno. La donna, ex moglie e non più in relazione con l’uomo, ha visto fuggire tutte le badanti che aveva trovato per lui, fino a raggiungere una situazione di totale isolamento. Con un Isee molto basso e la cosiddetta “accompagnatoria” già presente, Anna può sperare solo in una struttura pubblica economicamente a portata. La sua frustrazione è palpabile: «Io non so più che fare», dice, mentre cerca di trovare una soluzione al problema che la tiene in una condizione di stress costante.
La demenza senile e la mancanza di posti in Rsa
L’uomo, in fase avanzata della malattia, non è più in grado di comprendere se sta male o quanto, e una semplice ulcera ha rischiato di costargli una perforazione. La sua memoria, pur limitata, gli permette di ritrovare quasi sempre la via di casa, ma non è sufficiente a garantirgli una vita sicura. Anna, pur non avendo alcun obbligo legale, si sente costretta a prendersi cura di lui, anche se la situazione la sta logorando. Non è nemmeno più in grado di comprendere se sta male e quanto, spiega, mentre cerca di trovare un sollievo al suo lavoro di caregiver.
La fuga delle badanti e la mancanza di supporto
La donna ha provato a trovare badanti, ma una dopo l’altra hanno abbandonato la posizione, probabilmente per il carico emotivo e fisico del lavoro. «Una dopo l’altra ha fatto fuggire tutte le badanti che sono riuscita a trovargli, fino alla situazione in cui ci troviamo adesso», racconta. La sua casa, che una volta era il suo rifugio, ora è diventata un luogo di lavoro e di sofferenza. «Ho una mia casa, che ormai non vedo quasi più», dice, mentre cerca di trovare un equilibrio tra la sua vita e quella del marito.
La mancanza di posti in Rsa e la scarsità di strutture dedicate agli anziani con demenza senile rendono la situazione ancora più complessa. Anna ha chiesto appuntamento al sindaco, Michele Pegolo, sperando in un aiuto concreto. Speriamo riesca a darmi una mano, altrimenti non so come andrà a finire, conclude, con una voce che esprime dolore e frustrazione.
La sua storia, pur non essendo un caso unico, rappresenta una realtà sempre più diffusa: l’invecchiamento della popolazione e la mancanza di risorse per l’assistenza agli anziani. «Si spende tanto per altre cause, ma perché non per dare un tetto e un po’ di assistenza a chi non ce la fa?», chiede Anna, con una voce che esprime una richiesta di giustizia e di supporto. La sua voce, però, rimane solo una tra tante, in una società che non sembra ancora pronta a offrire una risposta concreta a un problema sempre più urgente.
