Il Cammino di San Giacomo, un progetto per rilanciare i piccoli Comuni siciliani
La Regione Sicilia lancia un progetto per trasformare il Cammino di San Giacomo in un itinerario per il turismo lento e lo sviluppo rurale.

Un progetto per il turismo lento e lo sviluppo rurale
La Regione Sicilia ha presentato oggi a Caltagirone il progetto pilota del Cammino di San Giacomo, un itinerario religioso che punta a diventare una rete strutturata per il turismo lento, capace di collegare borghi, campagne, produzioni agricole e comunità locali. Il percorso, lungo 130 chilometri attraverso dieci Comuni dell’entroterra siciliano, si propone come strumento per riaccendere l’interesse per i piccoli Comuni e promuovere lo sviluppo economico delle aree interne. Il progetto, che si basa su una segnaletica ispirata ai colori del cammino compostellano, giallo e blu, include cartelli informativi dotati di QR Code per consentire ai pellegrini di accedere a informazioni sul territorio, sui servizi e sulle strutture di ospitalità.
Il Cammino di San Giacomo diventa un’occasione per riscoprire la Sicilia autentica.
Un’idea che unisce fede, cultura e economia
L’obiettivo del progetto è accompagnare il viaggio non soltanto lungo il tracciato, ma anche dentro i luoghi attraversati. La Regione vuole infatti costruire attorno al cammino una rete di operatori locali, con l’obiettivo di farne uno strumento di sviluppo per le aree interne. Il progetto comprende il «Pane del Pellegrino» e la rete dei «Custodi del Cammino», destinata a riunire agricoltori, allevatori, artigiani e produttori. Una piattaforma web dedicata dovrebbe consentire di conoscere, tappa dopo tappa, le aziende e le realtà produttive presenti lungo il percorso. L’idea è di utilizzare il pellegrinaggio come porta d’ingresso nella Sicilia interna, permettendo al visitatore di fermarsi nei borghi, incontrare le comunità e conoscere le produzioni locali.
Il progetto prevede l’installazione di 317 «frecce di conforto» nei passaggi e negli incroci più delicati, 403 frecce di tappa con indicazione chilometrica ogni 500 metri, 115 cartelli stradali agli incroci principali e 26 pietre miliari. Previsti anche cartelloni nei punti di sosta e nei luoghi di interesse. Gli operai della Forestale saranno impegnati nella sistemazione del verde e nel decoro urbano dei Comuni attraversati, oltre che nell’installazione della segnaletica. L’obiettivo indicato dalla Regione è completare questi interventi entro la fine di ottobre.
Il progetto mira a coinvolgere progressivamente le attività economiche del territorio. La Regione ha indicato nei sindaci dei dieci Comuni e negli operai della Forestale i primi «custodi» del percorso, sottolineando che il progetto dovrà poi coinvolgere progressivamente le attività economiche del territorio. “Vogliamo che il pellegrino non attraversi semplicemente questi territori, ma possa conoscerli, viverli e portarne con sé l’identità”, ha aggiunto il vicepresidente e assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Pesca mediterranea Luca Sammartino. Il progetto guarda anche al mercato internazionale, con una promozione dedicata a Fieracavalli di Verona a novembre e un video promozionale in più lingue, destinato a raccontare il percorso, i paesaggi, le comunità rurali e le produzioni incontrate lungo i 130 chilometri.
- 130 chilometri attraverso dieci Comuni dell’entroterra siciliano
- Segnaletica ispirata ai colori del cammino compostellano
- Cartelli informativi con QR Code per accedere a informazioni sul territorio
- Progetto pilota presentato a Caltagirone
- Obiettivo: rendere il percorso accessibile, riconoscibile e uno strumento di sviluppo
