RestaCOVE: il progetto europeo per trasformare la ristorazione collettiva in un modello sostenibile

Progetto Erasmus+ RestaCOVE trasforma la ristorazione collettiva in un modello sostenibile con micro-credenziali e formazione professionale

Progetto europeo RestaCOVE che promuove competenze e sostenibilità nella ristorazione collettiva
Progetto europeo RestaCOVE che promuove competenze e sostenibilità nella ristorazione collettiva

Il progetto europeo RestaCOVE, coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e partecipato da ANIR Confindustria, rappresenta un passo significativo per la ristorazione collettiva. L’obiettivo è trasformare la gestione dei servizi alimentari in un modello sostenibile, basato su competenze riconoscibili, standard valutabili e organizzazione efficiente. Il progetto, avviato il 1° aprile 2026 e previsto per quattro anni, coinvolge 18 organizzazioni in sei Paesi, tra cui Italia, Grecia, Slovacchia, Romania, Turchia e Malta. L’obiettivo non è solo migliorare la sostenibilità, ma tradurla in capacità operative concretamente misurabili.

Micro-credenziali e formazione professionale

RestaCOVE si propone di sviluppare 18 micro-credenziali, strumenti che permettono di riconoscere competenze specifiche acquisite attraverso esperienze formative circoscritte e verificate con criteri trasparenti. Queste credenziali, collegate a qualificazioni EQF (European Qualifications Framework), sono progettate per supportare la formazione continua, la mobilità professionale e la selezione del personale. L’idea è che non basta frequentare un corso, ma è necessario definire chiaramente i risultati di apprendimento, le prove di verifica e il contesto in cui tali competenze possono essere utilizzate.

La sostenibilità passa dal lavoro quotidiano

La sostenibilità nella ristorazione collettiva non si basa solo su tecnologie o politiche, ma sul lavoro quotidiano di chi opera. Il coordinatore scientifico del progetto, Michele Filippo Fontefrancesco, ha sottolineato che «la transizione verso la sostenibilità si ottiene solo coralmente, coinvolgendo tutti i lavoratori, dai livelli operativi a quelli direttivi». Questo approccio si traduce in una gestione più precisa dei dati, nella previsione dei fabbisogni, nella gestione delle eccedenze e nella tracciabilità delle forniture. L’obiettivo è rendere visibile e misurabile il lavoro di chi ogni giorno si occupa del servizio alimentare.

Il progetto include anche attività di formazione sul lavoro, laboratori di ricerca applicata e strumenti digitali per migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi. L’esperienza delle imprese, come quelle rappresentate da ANIR Confindustria, è fondamentale per garantire che le competenze sviluppate siano realmente utili e trasferibili. La partecipazione di ANIR, come organizzazione di rappresentanza delle imprese italiane, è cruciale per collegare il progetto alle esigenze del settore e al sistema del Cibo Pubblico.

Un percorso da valutare

RestaCOVE non è un risultato già acquisito, ma un percorso che dovrà dimostrare la sua efficacia nel confronto con imprese, lavoratori, enti formativi e sistemi nazionali diversi. L’impatto del progetto sarà valutato sulla capacità di trasformare obiettivi europei in strumenti utili per imprese, lavoratori, formazione professionale e amministrazioni pubbliche. L’output previsto include non solo micro-credenziali, ma anche linee guida per le imprese, attività di work-based learning e azioni di disseminazione europea. Il progetto, che si svolgerà fino al 31 marzo 2030, rappresenta un’occasione per migliorare la qualità e la sostenibilità del Cibo Pubblico, considerato un elemento essenziale del welfare quotidiano. La sua successo dipenderà non solo dall’innovazione tecnologica, ma anche dalla capacità di coinvolgere e formare chi opera ogni giorno nei servizi alimentari.