Arte e cucina, un modello di inclusione contro lo spreco alimentare
Massimo Bottura e Lara Gilmore premiati per il loro lavoro contro lo spreco alimentare e l’inclusione sociale.

Un modello di inclusione e sostenibilità
L’ospitalità, l’arte e la cucina si uniscono in un progetto che combina innovazione sociale e lotta allo spreco alimentare. Massimo Bottura e Lara Gilmore, due figure che hanno ridefinito le frontiere dell’ospitalità, sono stati premiati da Avolta con il «Avolta Legend Award», un riconoscimento internazionale dedicato a personalità che sfidano le convenzioni e generano cambiamento duraturo. Il loro lavoro, attraverso l’organizzazione senza scopo di lucro Food for Soul e i Refettori, ha trasformato il cibo considerato scarto in pasti di qualità per persone in situazioni di vulnerabilità sociale. L’innovazione, in questo caso, non riguarda solo la tecnologia o la gastronomia, ma anche la capacità di creare legami e restituire dignità. Il loro progetto ha dimostrato che l’impresa, quando è guidata da valori, può diventare un motore di cambiamento positivo.
Un’esperienza di trasformazione sociale
I Refettori, luoghi all’insegna della bellezza e del design, sono spazi in cui il cibo che normalmente andrebbe sprecato diventa un’esperienza di inclusione. Dal 2015, il progetto ha visto l’apertura di sedi in 12 località in Europa, Nord e Sud America e Oceania, con ulteriori aperture in programma. A Bologna, il Refettorio Antoniano riceverà un sostegno per coprire i costi di organizzazione di una cena di raccolta fondi, mentre a Milano un minivan facilità la raccolta e la ridistribuzione del cibo. A San Francisco, invece, saranno acquistati nuovi tavoli e sedie per far fronte all’aumento del numero di ospiti. L’obiettivo è creare un modello di ospitalità che non solo si occupa del cibo, ma anche della comunità e della dignità delle persone.
Il progetto ha ridotto lo spreco alimentare e ha offerto pasti di qualità a chi ne ha bisogno. A Harlem, New York, verrà fornito un sostegno per potenziare gli impianti di climatizzazione e i magazzini della cucina, al fine di far fronte a un giorno in più di servizio pasti per gli ospiti e all’ampliamento dei corsi di formazione e di cucina offerti agli ex detenuti e alle persone senza fissa dimora. L’impatto sociale del progetto è tangibile e si estende a diversi contesti geografici e sociali.
Un premio che celebra l’impatto sociale
«Con questo riconoscimento a Massimo Bottura e Lara Gilmore», ha spiegato Xavier Rossinyol, ceo di Avolta, «Avolta premia due figure che hanno ridefinito in modo radicale le frontiere e l’impatto dell’ospitalità». L’innovazione, ha aggiunto, non riguarda solo la tecnologia o la gastronomia, ma anche la capacità di creare legami e guidare un profondo cambiamento sociale. Il lavoro di Bottura e Gilmore ha dimostrato che l’impresa, quando è guidata da valori, può diventare un motore di cambiamento positivo e discontinuità. Il loro lavoro ha trasformato il cibo in bellezza, dignità e comunità.
L’evento di premiazione si è svolto presso la Sagrestia del Bramante, all’interno del complesso vinciano, e ha visto la partecipazione di importanti figure del settore. Oltre al riconoscimento, Lara Gilmore e Massimo Bottura hanno ricevuto l’Autogrill tribute, un’opera in stile street art che richiama il progetto di Autogrill per trasformare i punti vendita in musei diffusi e portare l’arte nei luoghi di viaggio. L’evento ha anche visto la partecipazione di esperti del settore, tra cui neuroscienziati e accademici, che hanno discusso l’evoluzione dell’ospitalità da semplice servizio a esperienza in grado di creare valore emotivo, sociale e culturale. La sessione pomeridiana, dedicata alle scuole, ha esplorato le prospettive future del settore e le sfide che dovranno affrontare.
