Cassazione decide: nessuna revisione per Olindo Romano e Rosa Bazzi
Cassazione respinge ricorso per revisione processo strage di Erba, condanne all’ergastolo confermate

Oggi, dopo più di 18 anni dalla strage di Erba, la Cassazione ha respinto il ricorso della difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per l’omicidio di Raffaella Castagna, Youssef Marzouk, Paola Galli e Valeria Cherubini. I giudici della V sezione penale della Suprema Corte hanno confermato la decisione della Corte d’Appello di Brescia di dichiarare inammissibile la revisione del processo. La sentenza, attesa in serata, chiude una battaglia legale che ha visto la difesa avanzare nuove prove e contestare la validità delle sentenze definitive.
Prove non nuove né significative
Il sostituto procuratore generale Giulio Monferini ha sottolineato che le prove presentate dalla difesa non sono “nuove” né “significative”, in quanto non scardinano i pilastri delle motivazioni che hanno portato alla condanna. Secondo il pg, le prove sono “mere congetture” e “prospettazioni astratte”, non in grado di modificare la struttura motivazionale delle sentenze. La difesa aveva avanzato l’idea che le nuove acquisizioni scientifiche e i dati clinici potessero mettere in dubbio la credibilità del testimone oculare Mario Frigerio, il solo sopravvissuto al dramma.
La difesa ha sottolineato che le prove non sono state valutate in modo adeguato. Secondo il ricorso, le nuove prove potrebbero mettere in dubbio la credibilità del testimone oculare e le confessioni dei coniugi. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che le prove siano state già esaminate e confermate. La Cassazione, con una sentenza attesa in serata, dovrà decidere se aprire un nuovo processo o confermare definitivamente le condanne.
La difesa e i familiari delle vittime
Il legale Fabio Schembri, che rappresenta i coniugi, ha espresso fiducia nella giurisprudenza della Cassazione, ma ha anche sottolineato l’importanza di far valere i diritti garantiti dalla Costituzione. “Sarebbe giusto che tutti gli elementi di prova nuovi venissero assunti in dibattimento”, ha detto Schembri, aggiungendo che la difesa ha presentato un ricorso di 111 pagine, con l’obiettivo di annullare la sentenza di Brescia. Al contrario, i familiari delle vittime, come Giuseppe Castagna, hanno espresso convinzione nella condanna, sottolineando che il caso non è concluso e che il circo mediatico potrebbe tornare a occupare il dibattito.
La difesa ha sottolineato che le sentenze di Brescia sono “del tutto scollate” dal contenuto dell’istanza difensiva. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che la solidità dell’impianto probatorio e la coerenza delle confessioni non siano state contestate. La strage di Erba rimane uno dei casi più mediatici degli ultimi anni, con un dibattito che non sembra voler finire.
La strage di Erba, avvenuta il 11 dicembre 2006, ha visto la morte di Raffaella Castagna, Youssef Marzouk (due anni), Paola Galli e Valeria Cherubini. La difesa ha sostenuto che le tracce ematiche e le confessioni dei coniugi non siano sufficienti a provare la loro colpevolezza, ma i giudici hanno ritenuto che le prove siano state già esaminate e confermate. La Cassazione, con la sua decisione, chiude un capitolo di un processo che ha visto la difesa e i familiari delle vittime impegnati in un dibattito lungo anni.
La difesa ha anche sottolineato che le sentenze di Brescia sono “del tutto scollate” dal contenuto dell’istanza difensiva, con un “cortocircuito logico” e una “negazione” delle nuove prove. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto che la solidità dell’impianto probatorio e la coerenza delle confessioni non siano state contestate. La strage di Erba rimane uno dei casi più mediatici degli ultimi anni, con un dibattito che non sembra voler finire.
