Papa Francesco incontra migranti alla Maison Bakhita: “Nessuno sceglie di lasciare la propria terra”
Papa Francesco incontra migranti alla Maison Bakhita: “Nessuno sceglie di lasciare la propria terra”
Il Papa ha visitato la Maison Bakhita, un’importante struttura di accoglienza per migranti e persone in esilio a Parigi, durante il suo viaggio apostolico in Francia. L’incontro, avvenuto il 16 settembre 2026, ha visto il Santo Padre incontrare volontari, migranti e rappresentanti di associazioni che operano a fianco di chi arriva da lontano. La Maison Bakhita, situata nel XVIII arrondissement, ha accolto quasi 2.800 persone in cinque anni, offrendo un sostegno fraterno e un ambiente di accoglienza incondizionata.
Accoglienza incondizionata e diritti umani
La presidente della Maison Bakhita, Valerie Moniod, ha spiegato che l’associazione non si occupa solo di fornire servizi, ma si basa su un principio di carità e solidarietà. “Quando una persona bussa alla nostra porta non chiediamo informazioni sul suo status”, ha detto. L’obiettivo è ascoltare e supportare chi arriva da lontano, indipendentemente dal suo background o dalle sue condizioni. “Nessuno sceglie volontariamente di lasciare la propria terra”, ha sottolineato Moniod, ricordando le parole del Vangelo: “Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35).
Le persone accolte spesso arrivano senza conoscere il francese, senza documenti e con esperienze traumatiche. I volontari raccontano che molte di loro hanno subito ferite profonde, spesso a causa di viaggi pericolosi e traffico umano. La Maison Bakhita, inoltre, funge da collettore e punto di convergenza tra diverse realtà che operano a fianco dei migranti, come il Secours Catholique, il Jesuit Refugee Service (Jrs) e l’associazione “Aux captifs, la libération”.
Formazione e integrazione come strumenti di inclusione
La Maison Bakhita offre corsi di pre-formazione professionale, come falegnameria, cucito e cucina, nonché attestati di frequenza che possono aiutare i migranti a trovare lavoro. “L’unica cosa che possiamo fare è offrire corsi di pre-formazione professionale”, ha spiegato Moniod, sottolineando che la legge attuale impedisce ai migranti senza documenti di lavorare. La struttura, inoltre, organizza corsi di lingua francese e di educazione civica, con l’obiettivo di facilitare l’integrazione. La Maison Bakhita è un luogo di incontro e di preghiera, dove il Papa ha visitato la piccola cappella, dove è presente una raffigurazione di santa Giuseppina Bakhita. L’incontro è stato accompagnato da tre testimonianze, con l’obiettivo di far sentire la voce dei migranti e di richiamare l’attenzione su una realtà spesso dimenticata. La presidente ha espresso l’aspettativa che il Papa ribadi il principio della dignità umana e l’importanza dell’accoglienza.
La Maison Bakhita, con le sue 135 persone che operano come volontari, rappresenta un esempio concreto di solidarietà e di lavoro comune. La struttura, che ospita anche due suore scalabriniane, è un simbolo di speranza per chi arriva da lontano, con l’obiettivo di costruire un futuro più sicuro per tutti. La visita del Papa ha dato ulteriore visibilità a un’esperienza che, pur essendo radicata nel cuore di Parigi, richiede attenzione e impegno da parte di tutta la società.
