Macron: accordo su Groenlandia riafferma sovranità danese e calma tensioni

Accordi tra Usa, Danimarca e Groenlandia placano tensioni e riaffermano sovranità danese

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato in serata, a margine di una visita a Saint-Pierre-et-Miquelon, che l’accordo raggiunto tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia “permette di placare gli animi” e “di riaffermare la sovranità danese” sul territorio artico. L’annuncio, reso pubblico il 19 settembre 2026, ha sottolineato come il diritto internazionale venga rispettato e che ciò rappresenti una buona notizia per tutti i Paesi coinvolti.

Accordo strategico e sovranità danese

L’accordo, firmato tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia, ha come obiettivo principale il rafforzamento della cooperazione militare e la garanzia della sovranità danese sul territorio. Il presidente francese ha espresso soddisfazione per il risultato, sottolineando come il diritto internazionale sia stato rispettato e che le parti coinvolte abbiano trovato una soluzione condivisa. La Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca, ha visto riaffermata la sua sovranità, un tema che aveva suscitato tensioni negli ultimi mesi. La Danimarca ha già garantito la sovranità sul territorio attraverso accordi storici, tra cui il Patto di Difesa del 1951 e il suo rinnovo nel 2004. L’attuale presenza militare USA è ridotta, con la sola base militare Pituffik Space Base, costruita nel 1953. Durante la Guerra Fredda, invece, la presenza USA era molto più consistente, con 25mila truppe e 17 basi.

Trump e la vittoria personale

Il giornalista danese del quotidiano Berlingske ha commentato come il presidente USA, Donald Trump, abbia presentato l’accordo come una “vittoria personale”, ritenendolo il frutto delle sue capacità diplomatiche. Tuttavia, a Copenaghen l’annuncio è stato accolto come una vittoria diplomatica per la Danimarca, con la premier Mette Frederiksen che ha definito l’accordo “buono” e che “rafforza la nostra sicurezza comune nell’Artico e nell’area del Nord Atlantico”.

Il giornalista ha anche sottolineato come Trump abbia riuscito a vendere l’accordo come una sua grande vittoria, nonostante la Danimarca e la Groenlandia siano state le vere protagoniste del processo. La Danimarca, infatti, ha già garantito la sovranità sul territorio attraverso accordi storici, tra cui il Patto di Difesa del 1951 e il suo rinnovo nel 2004. La novità dell’accordo sembra risiedere nel divieto a nazioni non NATO di stabilire basi militari o dispiegare truppe nell’isola, un divieto che investe anche possibili investimenti di Paesi non alleati nel settore dei minerali critici. Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che l’accordo affronta in modo permanente e completo le preoccupazioni di sicurezza riguardo alla Groenlandia.

Nonostante l’annuncio di Trump, i media danesi sottolineano che la Danimarca ha già bloccato dieci anni l’acquisizione da parte di una società cinese di una ex base militare in Groenlandia. Anche se Trump cerca di presentare l’accordo come una vittoria, alcuni commentatori danesi lo vedono come una spettacolare sconfitta, poiché non ha ottenuto niente di più di quello che avrebbe potuto ottenere attraverso i normali canali diplomatici.