Sanzioni USA contro Cpi e Autistici/Inventati: «L’Europa deve difendere l’autonomia digitale»
Sanzioni Usa contro Cpi e Autistici/Inventati: l’Europa deve difendere l’autonomia digitale per proteggere istituzioni internazionali.
Le sanzioni americane contro la Corte penale internazionale (Cpi) e il collettivo Autistici/Inventati, che si occupa di diritti umani in Palestina, hanno suscitato preoccupazioni e critiche in Europa. Il professore Triestino Mariniello, esperto di diritto penale internazionale e membro del team legale che rappresenta le vittime di Gaza, ha sottolineato come tali provvedimenti rappresentino un segnale chiaro: l’amministrazione Trump è pronta a colpire la società civile che si oppone alla legge del più forte o alla normalizzazione del genocidio. L’Europa, a suo parere, ha bisogno di autonomia digitale per proteggere istituzioni e valori fondamentali.
Le sanzioni come strumento di controllo
Le sanzioni antiterrorismo, introdotte dopo l’11 settembre 2001, sono state utilizzate in modo esteso e non sempre conforme ai loro scopi originali. Mariniello ha spiegato come negli ultimi anni si sia assistito a una normalizzazione dei poteri emergenziali negli Stati Uniti, con un sistema di controllo insufficiente. Questo ha portato a un uso improprio delle sanzioni, non solo contro individui o gruppi accusati di gravi violazioni dei diritti umani, ma anche contro chi collabora con la Cpi per indagare su crimini internazionali. Le sanzioni ricadono anche su strumenti informatici sviluppati negli USA, utilizzati nelle indagini della Cpi. Questo ha reso difficile il lavoro di procuratori e giudici, che non possono più utilizzare alcune piattaforme o servizi. La Corte ha dovuto passare a OpenDesk, una suite sviluppata in Germania, per continuare le sue attività. La situazione è diventata ancora più complessa con l’annuncio dell’amministrazione Trump di voler sanzionare la Cpi stessa.
Effetti devastanti sui palestinesi e sulle ong
Le sanzioni hanno avuto conseguenze gravi, soprattutto per i palestinesi e per le organizzazioni non governative che operano in territori occupati. Quattro ong palestinesi per i diritti umani sono state colpite: due in Cisgiordania, Addameer e Al-Haq, e due a Gaza, Al Mezan e il Palestinian Centre for Human Rights. La motivazione è sempre la stessa: hanno collaborato con la Cpi, rendendo possibili le indagini. Senza il loro supporto, non si potrebbero emettere mandati di arresto contro leader israeliani come Netanyahu e Gallant.
Le sanzioni significano morte civile per le organizzazioni e per i singoli. I fondi vengono congelati, i conti correnti non possono essere gestiti, e i dipendenti non ricevono lo stipendio. Chi lavora per queste ong, anche a Gaza, si è trovato improvvisamente senza i mezzi per mantenere famiglie allargate fino a 40 persone. L’isolamento è un ulteriore effetto, con avvocati e attivisti che non possono più collaborare con queste ong, a rischio di 20 anni di carcere.
Un precedente pericoloso per l’Europa
Mariniello ha sottolineato che il precedente è estremamente pericoloso, non solo per la Cpi, ma anche per la società civile europea. L’Europa, a suo parere, ha bisogno di autonomia digitale per non dipendere da infrastrutture e tecnologie soggette alla giurisdizione di Stati terzi. L’Unione Europea ha strumenti per contrastare gli effetti delle sanzioni, come il “Blocking statute”, che permette di limitare significativamente gli effetti su organizzazioni o individui che si trovano nella giurisdizione dell’UE. Tuttavia, non c’è stata la volontà della Commissione Europea di utilizzarlo, temendo ritorsioni da parte degli USA.
La situazione è paradossale: l’Europa ha ratificato lo Statuto di Roma, che istituisce la Cpi, ma non ha strumenti per proteggere l’istituzione da tentativi di distruzione. La mancanza di reazioni da parte delle istituzioni europee rischia di permettere a un progetto di distruzione di quelle regole di cui si è dotata la comunità internazionale per evitare la barbarie. L’Europa, a questo punto, deve agire per difendere i suoi valori e le sue istituzioni.
