Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Le confessioni sono false, Frigerio aveva deficit cognitivo»

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi contesta le confessioni e la testimonianza di Frigerio, chiedendo la revisione del processo per la strage di Erba.

Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Le confessioni sono false, Frigerio aveva deficit cognitivo»
Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Le confessioni sono false, Frigerio aveva…

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba del 2006, ha presentato nuove prove durante l’udienza in Corte d’Appello di Brescia, in cui ha chiesto la revisione del processo. Secondo i legali, le confessioni dei coniugi sono false, infarcite di errori e discrepanze, e la testimonianza del sopravvissuto Mario Frigerio, morto nel 2014, è risultata distorta a causa del deficit cognitivo del testimone. L’udienza è stata rinviata al 10 luglio, con la camera di consiglio che deciderà se aprire un nuovo processo.

Le confessioni sono false, la difesa attacca la testimonianza di Frigerio

La difesa ha sottolineato che le dichiarazioni dei coniugi, considerate come confessioni, non sono coerenti, dettagliate o costanti. Secondo un pool di esperti, i racconti sulla strage presentano errori tra il 50 e il 70% e non si sovrappongono con i fatti. Olindo e Rosa, inoltre, hanno usato frasi come «non lo so», «non mi ricordo» e «mi sembra», che la difesa interpreta come segni di una serie di «sì» a suggerimenti. La ricostruzione dell’omicidio di Valeria Cherubini, tra le vittime, è stata definita «incontrovertibilmente falsa», con la difesa che sostiene che la donna sia stata uccisa nella sua mansarda e non al piano di sotto, come riconosciuto nelle sentenze.

La difesa ha anche sottolineato la mancanza di circa il 60% delle registrazioni audio. Gli avvocati sostengono che le dichiarazioni fatte dopo il 15 dicembre 2006, quando Frigerio era in condizioni critiche, non sono idonee. Gli avvocati sostengono che le dichiarazioni sono il risultato di centinaia di domande suggestive che hanno attecchito facilmente nel testimone, creando una «falsa memoria» in merito a Olindo Romano come aggressore.

Frigerio aveva deficit cognitivo, la difesa attacca la sua testimonianza

La difesa ha sottolineato che Mario Frigerio, il sopravvissuto all’eccidio, aveva raggiunto «l’apice del suo deficit cognitivo» quando ha riconosciuto Olindo Romano come aggressore. L’avvocato Fabio Schembri ha spiegato che Frigerio, a causa delle ferite e dell’intossicazione da monossido di carbonio, aveva una «amnesia anterograda», che ha portato a un falso ricordo. Frigerio, inizialmente, aveva descritto un uomo «dalla pelle olivastra», di etnia araba, ma in seguito ha riconosciuto Olindo, il vicino di casa. La difesa sostiene che questa testimonianza non è genuina e che le dichiarazioni di Frigerio sono state influenzate da domande suggestive e una condizione psichica vulnerabile.

La difesa ha anche sottolineato la mancanza di trasparenza nelle operazioni di ispezione e repertazione dei carabinieri. La difesa ha messo in discussione la prova scientifica, che ha ricevuto molte pagine di analisi nelle sentenze. La difesa ha anche sottolineato che le foto scattate e catalogate con approssimazione tolgono forza all’unica prova scientifica. Tre prove a cui le sentenze dedicano decine di pagine – ben 70 per le confessioni, 23 per il riconoscimento e 21 per la macchia di sangue – e rispetto alle quali la difesa prova a insinuare il dubbio per smontare una verità giudiziaria che regge da più di 17 anni.

La difesa ha chiesto ai giudici di riaprire il caso dopo i primi tre gradi di giudizio, in modo da poter valutare nuove prove e contestare la verità giudiziaria. L’udienza è stata rinviata al 10 luglio, con la camera di consiglio che deciderà se aprire un nuovo processo. La difesa spera di convincere i giudici a riconsiderare la verità e a permettere a Olindo e Rosa di essere prosciolti o a ricevere una pena diversa.