Bitcoin supera i 86.000 dollari, banche e Big Tech accelerano sulla tokenizzazione

Bitcoin raggiunge nuovi massimi, banche e tecnologie rivedono infrastrutture finanziarie

Bitcoin ha superato i 86.000 dollari per la prima volta da fine gennaio, segnando un nuovo massimo in un contesto di rialzo del mercato e di nuove mosse istituzionali. L’incremento è accompagnato da un forte short squeeze che ha liquidato posizioni ribassiste per circa 648 milioni di dollari, con l’open interest che ha raggiunto i 156 miliardi. I dati di mercato e le mosse istituzionali indicano, secondo diversi analisti, l’avvio di una nuova fase del ciclo crypto. In parallelo, banche centrali e Big Tech accelerano sulla tokenizzazione e sulle stablecoin, ridisegnando le infrastrutture dei mercati.

Bitcoin e short squeeze: un segnale di rischio e di risposta

Il rialzo del Bitcoin, che ha toccato i 86.000 dollari, è stato sostenuto da una forte short squeeze, con la liquidazione di posizioni ribassiste per circa 648 milioni di dollari. L’open interest, che misura la quantità di contratti derivativi aperti, è salito a circa 156 miliardi, un segnale che molti trader stanno inseguendo il movimento invece di ridurre l’esposizione. Nel solo terzo trimestre, le stime di mercato indicano un guadagno di circa +44% per Bitcoin, dinamica che diversi analisti leggono come preludio a un “full-blown bull run”. Anche gli investitori istituzionali sembrano muoversi: la società Strategy è tornata agli acquisti con circa 75 milioni di dollari di BTC nella scorsa settimana, mentre la treasury firm Bitmine avrebbe comprato 75 milioni di dollari in Ethereum, scommettendo su un terzo trimestre forte per la seconda criptovaluta per capitalizzazione.

La tokenizzazione sta trasformando i mercati finanziari, con banche e tecnologie che investono in infrastrutture più efficienti. La Banca Centrale Europea (BCE) ha annunciato l’intenzione di acquistare obbligazioni tokenizzate con fondi propri, utilizzando la nuova piattaforma Pontes, pensata per collegare le infrastrutture DLT (Distributed Ledger Technology) ai sistemi di pagamento della banca centrale. Si tratta di un’iniziativa distinta dal progetto di euro digitale retail, previsto in test dal 2027, e mirata ai soli mercati all’ingrosso.

NEAR e le altcoin: un rialzo sostenuto da innovazione e volumi

Tra le altcoin spicca NEAR, in rialzo di quasi +80% in una settimana, sostenuta dall’espansione delle funzionalità di privacy per i trader e da volumi cumulati di NEAR Intents vicini ai 29,3 miliardi di dollari, inclusi swap con asset come Zcash. L’incremento di NEAR è un esempio di come l’innovazione tecnologica e la crescita dei volumi di scambio possano influenzare positivamente il mercato delle criptovalute. La dinamica di NEAR riflette anche una maggiore attenzione da parte degli investitori verso progetti che offrono funzionalità avanzate e una maggiore sicurezza per i trader. Le Big Tech osservano con attenzione il fenomeno, con Google e Apple che pubblicano offerte di lavoro su stablecoin e depositi tokenizzati. Il progresso di tokenizzazione e stablecoin in ambito bancario e Big Tech sembra indicare, secondo molti analisti, che la prossima fase del ciclo potrebbe essere guidata meno dalla sola speculazione e più dall’adozione infrastrutturale. Resta però un contesto ad alta incertezza normativa e politica, in cui prudenza e consapevolezza dei rischi restano elementi centrali per qualsiasi operatore del settore.

Parallelamente, il fronte politico crypto rimane attivo: un gruppo legato al settore prevede di spendere circa 30 milioni di dollari contro la candidatura al Senato di Sherrod Brown nel 2026, dopo la campagna da 40 milioni due anni fa, a conferma del peso crescente dell’industria nel finanziamento elettorale. Il dibattito regolatorio rimane acceso, con la bocciatura in Senato del cosiddetto Clarity Act sugli stablecoin letta da alcuni esperti come una vittoria per le banche tradizionali, che temono la concorrenza dei rendimenti offerti dalle stablecoin, e come un vantaggio competitivo per hub offshore come Dubai, pronti ad accogliere operatori in cerca di maggiore certezza normativa.

Il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha ribadito la visione di una “dollar dominance” destinata a proseguire, compreso nel segmento stablecoin, sottolineando la forte domanda estera per asset in dollari e la solidità dell’economia americana. Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un mercato crypto tornato in modalità risk-on, con Bitcoin sui massimi relativi e nuove opportunità tecniche come i perpetual futures legati al “bitcoin VIX” su piattaforme come Hyperliquid, che permettono di negoziare direttamente la volatilità a 30 giorni.