Exor rafforza bilancio e prepara nuovi investimenti: 4 miliardi a disposizione
Exor rafforza bilancio e prepara nuovi investimenti: 4 miliardi a disposizione
La holding Exor, controllata dalla famiglia Agnelli, ha annunciato un piano di rafforzamento del bilancio che prevede l’allocazione di 4 miliardi di euro per nuovi investimenti e un buyback di 500 milioni di euro. L’annuncio è arrivato attraverso una lettera inviata agli azionisti da John Elkann, ceo della holding, accompagnata alla presentazione dei risultati del primo semestre 2026. Il valore patrimoniale netto (Nav) di Exor è sceso del 3,7% a 32 miliardi di euro, a causa dell’impatto negativo derivante da Stellantis, che ha ridotto il Nav per azione del 3,9% a 157,9 euro.
Dismissioni e liquidità per nuovi investimenti
Il rafforzamento del bilancio di Exor è stato reso possibile grazie alle cessioni di asset strategici effettuate nel corso dell’anno. Tra i principali passi, la vendita di Lifenet a luglio (0,21 miliardi), di Iveco a novembre (1 miliardo) e l’annuncio della cessione di Welltec (0,47 miliardi). Queste operazioni hanno portato a una riduzione del debito netto a 1,6 miliardi, quasi azzerandolo. Elkann ha sottolineato che “la liquidità disponibile per nuovi investimenti arriverà a circa 4 miliardi di euro”, con la possibilità di raggiungere addirittura 5 miliardi.
Il ceo ha anche annunciato un buyback di azioni proprie, con un fondo di 500 milioni di euro destinato al riacquisto sul mercato, che sarà lanciato fino alla pubblicazione dei prossimi risultati finanziari, prevista a marzo. Le azioni Exor sono scambiate a un sostanziale sconto rispetto al Nav, ha sottolineato Elkann, che ha espresso fiducia nel valore intrinseco del portafoglio.
Stellantis e la performance delle partecipazioni
Il peso di Stellantis sulle performance di Exor è stato significativo. Le azioni del gruppo sono state le uniche tra le quattro principali partecipazioni detenute da Exor a scendere nei primi sei mesi dell’anno, esercitando un forte impatto sul Nav. Il total return dell’azienda guidata da Antonio Filosa, incluso il dividendo, è stato negativo del 47%, quasi dimezzando il valore della quota detenuta da Exor a 2,24 miliardi, dai 4,25 miliardi di fine dicembre.
A compensare in parte l’impatto di Stellantis, le performance positive di Ferrari, CNH, Philips e Iveco. Ferrari, la principale partecipazione di Exor, ha registrato un total return del 3%, con un valore di 12,3 miliardi. CNH ha visto un aumento del 27%, portando il valore della partecipazione a 3,62 miliardi. Philips e Iveco hanno registrato rispettivamente un aumento del 6% e del 5%. La Juventus, invece, ha visto un total return negativo del 29%. Con il bilancio rafforzato, Exor è pronta a agire con decisione quando emergono nuove opportunità, compresa la possibilità di realizzare un nuovo investimento di dimensioni analoghe a quello in Philips. La potenza di fuoco per nuovi investimenti indicata in 4 miliardi possa teoricamente arrivare a 5 miliardi, ha sottolineato Elkann, che ha espresso fiducia nel futuro della holding.
