Claudio Salvagni, avvocato penalista e difensore di Massimo Bossetti
Claudio Salvagni, avvocato penalista che ha difeso Massimo Bossetti, è al centro di un caso giudiziario e mediatico.

Claudio Salvagni è un avvocato penalista che ha guadagnato fama internazionale grazie al suo ruolo di difensore di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio. L’incarico, assunto nel giugno 2014 poco prima del suo cinquantesimo compleanno, lo ha reso protagonista di un dibattito giudiziario e mediatico senza precedenti. Salvagni, iscritto all’Albo di Como e patrocinante in Cassazione, ha dedicato anni alla difesa del muratore di Mapello, contestando l’impianto accusatorio e sostenendo l’innocenza del suo assistito. Il suo lavoro ha portato a numerose interviste su programmi di cronaca nera e approfondimento giudiziario, con un focus particolare sul processo Yara Gambirasio.
Un impegno giudiziario e mediatico
Dopo aver assunto la difesa di Massimo Bossetti nel 2014, Salvagni ha spesso parlato delle condizioni di detenzione del suo cliente e ribadito l’innocenza di Bossetti. Le prime dichiarazioni ai media sono state rilasciate a fine giugno 2014, poco dopo il primo colloquio con il suo assistito. Salvagni ha espresso fiducia nel suo cliente, definendolo “sereno e determinato a provare la sua innocenza”. L’impegno ha portato a numerose ospitate in televisione, tra cui una su “Quarto Grado” nel 2014, dove ha parlato delle condizioni di detenzione di Bossetti. Negli anni successivi, Salvagni ha continuato a apparire in trasmissioni locali e nazionali, come “Bergamo in diretta” e “Confessione Reporter”, dove ha discusso i dubbi sul processo Yara Gambirasio.
Salvagni ha anche partecipato a programmi come “Incidente Probatorio / Fatti di Nera” su Canale 122 – Cusano Media Play, e ha rilasciato un’intervista esclusiva nel giugno 2026 con Andrea Tosatto su YouTube/attivo.tv. Inoltre, ha ospitato il podcast “Fuori dalle Righe” di Mirko Giudici e ha partecipato alla rubrica “Lo stato del Diritto” su Radio Radicale. La sua visibilità è cresciuta notevolmente, con un focus costante sul caso Bossetti e sul processo Yara Gambirasio.
Una vita privata in parte svelata
La vita privata di Claudio Salvagni è rimasta per lo più riservata, ma nel 2023 è emerso qualcosa sul suo rapporto con la moglie, Annalisa Cattaneo. Lei ha denunciato un furto a Lentate sul Seveso, dove aveva lasciato il computer di Salvagni. Nei resoconti di stampa, lei si è riferita a lui come “mio marito”, confermando il loro legame. Salvagni è padre di una figlia adulta, Petra Salvagni, laureata in Giurisprudenza con lode e che collabora nello studio legale del padre a Como. Ha anche un figlio più giovane, di cui Annalisa Cattaneo ha parlato nel 2023 come “mio figlio di 11 anni”. Nonostante queste informazioni, Salvagni non ha mai condiviso dettagli sulla sua vita privata, mantenendo un profilo pubblico limitato a quanto emerso dalla stampa.
Il suo studio legale ha sede a Como, ma la sua vita privata è legata a Lentate sul Seveso, in provincia di Monza e Brianza. Tuttavia, mantiene un forte legame con il lago di Como, dove ha sempre avuto un interesse particolare per il canottaggio. Salvagni ha praticato il remo a livello agonistico negli anni ’80, vincendo titoli italiani e mondiali. Negli anni successivi, ha ricoperto ruoli di allenatore e dirigente, ma ha continuato a praticare canottaggio a livello master. Il legame con il remo è rimasto un tema ricorrente nella sua vita, tanto che ha condiviso alcune foto su Instagram, mostrando il suo amore per il lago di Como e il mare.
Salvagni ha anche fatto parte di polemiche mediatiche, come nel 2015, quando si è ritrovato al centro di una discussione riguardo a una possibile intervista della moglie di Bossetti, Marita Comi. Ha negoziato un rimborso spese per lei, non per sé, dimostrando un atteggiamento di sostegno verso la famiglia del suo cliente. La sua visibilità online è legata al sito del suo studio e al profilo Instagram, dove pubblica aggiornamenti sul caso Bossetti/Yara Gambirasio, interviste e interventi televisivi e radiofonici. Non condivide quasi mai contenuti di vita privata o familiari, mantenendo un profilo pubblico concentrato sul lavoro e sulle sue attività legali.
Salvagni ha sempre sostenuto l’innocenza di Bossetti, definendo il processo un “processo farsa”.
La sua carriera legale è accompagnata da un forte legame con il canottaggio e il lago di Como.
