Alessandro Impagnatiello, ergastolo confermato in Appello: «Non c’è premeditazione, ma crudeltà»

Confermato ergastolo per Impagnatiello per omicidio di Giulia Tramontano, esclusa premeditazione.

Alessandro Impagnatiello, ergastolo confermato in Appello: «Non c'è premeditazione, ma crudeltà»
Alessandro Impagnatiello, ergastolo confermato in Appello: «Non c’è premeditazione, ma…

Alessandro Impagnatiello, l’ex barman accusato dell’omicidio della fidanzata Giulia Tramontano, ha visto confermato l’ergastolo in Appello. La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha respinto la richiesta di riduzione della pena avanzata dalla difesa, mantenendo la condanna massima per l’omicidio volontario pluriaggravato, il procurato aborto e l’occultamento di cadavere. La sentenza, letta davanti alle telecamere, ha escluso l’aggravante della premeditazione, ma ha riconosciuto la crudeltà e il rapporto di convivenza con la vittima. La decisione, attesa da mesi, è arrivata dopo due ore di camera di consiglio e ha suscitato reazioni contrastanti tra la famiglia della vittima e la difesa dell’imputato.

La difesa chiede l’esclusione delle aggravanti

L’avvocata Giulia Geradini, difensore di Impagnatiello, ha sottolineato in aula che la premeditazione non è stata dimostrata e che la crudeltà non è stata certa. «Non c’è premeditazione, ma solo crudeltà», ha affermato la legale, ribadendo che l’omicidio non è stato pianificato. La difesa ha presentato un ricorso in cui chiedeva di escludere le aggravanti della premeditazione e della crudeltà, sottolineando che l’azione dell’ex barman era «maldestra» e «autosabotante». La legale ha anche ricordato che l’uomo ha mostrato pentimento e ha cercato di risarcire la famiglia della vittima, nonostante la condanna.

La famiglia della vittima: «Non abbiamo nulla da dire»

I genitori di Giulia Tramontano, Loredana e Franco, hanno lasciato l’aula in lacrime, senza commentare la sentenza. «Preferiamo non dire nulla», hanno detto i genitori, che hanno portato con sé due fotografie della vittima, con una dedica anche al figlio Thiago che avrebbe dovuto nascere. Il loro legale, Giovanni Cacciapuoti, ha espresso soddisfazione per la conferma dell’ergastolo, sottolineando che la sentenza non ha modificato la gravità del reato. «Siamo soddisfatti perché nulla sposta», ha detto il legale, aggiungendo che la famiglia non ha mai espresso consenso per la giustizia riparativa.

La sorella di Giulia: «Vergogna, è premeditazione»

Chiara Tramontano, sorella della vittima, ha espresso forte disapprovazione su Instagram, definendo la sentenza «vergogna». «L’ha avvelenata per sei mesi. Ha cercato su Internet: “Quanto veleno serve per uccidere una donna”», ha scritto la sorella, sottolineando che l’omicidio non è stato casuale. «Per lo Stato, supremo legislatore, non è premeditazione», ha aggiunto, ritenendo che la legge non abbia riconosciuto la verità. La sorella ha anche criticato la giustizia, affermando che «uccide due volte» e che «nessuno vuole liberare gli assassini».

La sentenza, che conferma l’ergastolo, è attesa per il 15 settembre 2025, quando i giudici dovranno decidere sulle motivazioni. La difesa di Impagnatiello continuerà a chiedere l’esclusione delle aggravanti, mentre la Procura Generale si è dichiarata favorevole alla condanna massima. La famiglia della vittima, invece, ha espresso dolore e disapprovazione, senza commentare ulteriormente la decisione. L’omicidio di Giulia Tramontano, avvenuto il 27 maggio 2023, rimane un caso drammatico e controverso, che ha scosso l’opinione pubblica e ha acceso dibattiti su giustizia e responsabilità.