Luca Traini è tornato libero. Familiari di Pamela Mastropietro: «Serve il sistema, non la giustizia fai da te»
Luca Traini è stato rilasciato dopo un processo controverso. Familiari di Pamela Mastropietro chiedono rispetto per il sistema giudiziario.

Luca Traini, accusato di aver ucciso Pamela Mastropietro, è tornato in libertà dopo aver scontato una condanna. I familiari della vittima hanno espresso fiducia nel sistema giudiziario, sottolineando che il rilascio è avvenuto in base ai requisiti previsti dai servizi sociali. «Ai servizi sociali perché ne ha i requisiti. No alla giustizia fai da te», hanno detto i parenti, rifiutando l’idea di un processo informale. La decisione è stata annunciata martedì 4 marzo 2025, alle ore 13:13, con l’aggiornamento successivo alle 13:14.
Un processo controverso e un unicum nella criminologia
Secondo il penalista Verni, Traini ha affermato di non «essere più quella persona», e si è espresso sulla possibilità che il carcere abbia svolto la sua funzione rieducativa. «L’augurio è che la funzione rieducativa che il carcere, secondo il nostro ordinamento, dovrebbe avere, abbia, in questo caso, trovato pieno svolgimento», ha dichiarato il legale. Nonostante le critiche, il penalista ha sottolineato che si può «criticare il mondo giudiziario, quando occorre e ne ricorrono i presupposti, ma si deve sempre avere rispetto e fiducia in esso». Il caso è stato definito «unicum nella storia della criminologia mondiale degli ultimi cinquanta anni».
La fiducia nel sistema e l’auspicio per Oseghale
I familiari di Pamela Mastropietro hanno espresso fiducia nel sistema giudiziario, anche se hanno espresso preoccupazione per il caso di Oseghale, il carnefice di Pamela. «Confidiamo che lo stesso risultato ‘rieducativo’, possa essere conseguito con Oseghale, affinché si penta di tutto quel che ha fatto», ha concluso il legale. Oseghale è stato condannato da tre sentenze di merito e tre di Cassazione. I familiari continuano a nutrire sospetti su eventuali complici, ma non hanno ricevuto informazioni concrete.
La famiglia di Pamela Mastropietro ha anche espresso la sua preoccupazione per la mancanza di risposte e la scarsa collaborazione delle autorità. «Basta silenzi, servono le telecamere», hanno chiesto, riferendosi a un episodio di vandalismo su una panchina rossa. La denuncia è stata pubblicata come notizia correlata, ma non ha ricevuto una risposta ufficiale.
Un caso che ha scosso il sistema giudiziario
Il caso di Luca Traini e Pamela Mastropietro rimane un esempio di come il sistema giudiziario possa essere al tempo stesso criticabile e necessario. I familiari, pur esprimendo fiducia, continuano a chiedere maggiore trasparenza e collaborazione da parte delle istituzioni. La decisione di rilasciare Traini è stata vista come un passo avanti, ma non come una conclusione.
La famiglia di Pamela Mastropietro ha espresso la sua fiducia nel sistema giudiziario, ma ha anche chiesto maggiore attenzione alle dinamiche del caso. «Serve il sistema, non la giustizia fai da te», hanno sottolineato i familiari, rifiutando l’idea di un processo informale. Il caso rimane un esempio unico, ma la fiducia nel sistema giudiziario non è mai stata messa in dubbio.
