Elisa Claps, Libera Basilicata: “33 anni dopo restano silenzi e ferite”

Libera Basilicata ricorda Elisa Claps, scomparsa 33 anni fa, e chiede verità e giustizia.

Elisa Claps, Libera Basilicata:
Elisa Claps, Libera Basilicata: “33 anni dopo restano silenzi e ferite”

Il 12 settembre 1993, Elisa Claps, una ragazza di 16 anni, scomparve dopo essere entrata nella chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Il fratello la vide dire che sarebbe andata a messa con un’amica, ma non la vide mai più. Dopo diciassette anni, il 17 marzo 2010, il suo corpo fu ritrovato nel sottotetto della stessa chiesa, ucciso da Danilo Restivo, 21 anni, che da tempo cercava di conquistarla. Il 2010 fu l’anno in cui la verità iniziò a emergere, ma non cancellò i silenzi e le omissioni che avevano accompagnato la sua scomparsa. Oggi, 33 anni dopo, Libera Basilicata torna a chiedere verità e giustizia, ricordando che il ritrovamento del corpo non ha cancellato le ferite e le domande senza risposta.

Un ritrovamento che non cancella i silenzi

Libera Basilicata ha sottolineato che “un ritrovamento che non cancella i silenzi, le connivenze, le porte chiuse e le omissioni”. L’associazione ha ricordato che il corpo di Elisa fu ritrovato nel sottotetto della chiesa, dove era stato ucciso da Danilo Restivo, condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione. Nonostante il ritrovamento, le domande rimangono aperte e le ferite non si sono mai rimarginate. Un ritrovamento che da’ pace in parte, ma lascia un’infinità di domande senza risposta.

La memoria di Elisa e il peso delle connivenze

La memoria di Elisa Claps, per Libera Basilicata, rappresenta “il sorriso di una ragazza con i suoi sogni”, mentre il volto oscuro di chi ha coperto, depistato, offeso e ingiuriato rimane un’ombra che non si è mai allontanata. L’associazione ha richiamato una frase di Fabrizio De André – “Anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti” – già utilizzata nelle mobilitazioni del 2010 e nuovamente nel 2023, quando la riapertura al culto della chiesa della Santissima Trinità riaccese polemiche e proteste in città. Il passare degli anni non può trasformarsi in rimozione collettiva.

Libera Basilicata ha anche denunciato quel “male fatto di ossequi e paure, di convenienze e connivenze” che, secondo l’associazione, ha attraversato la vicenda e continua a interrogare la comunità potentina. L’associazione ha richiamato il peso di ambienti chiusi, relazioni di potere e responsabilità mai completamente chiarite. Oggi, sottolinea Libera, Elisa è anche “la bellezza di un progetto che realizza i suoi sogni”, attraverso l’impegno rivolto ai bambini e alle bambine di Goma, in Africa.

“Che quei sogni siano una guida e un orientamento”, conclude Libera Basilicata, “un modo per dissociarsi sul serio da quel prima che non vuole allentare la sua morsa di potere, di ingiustizia e di morte civile. Ogni parola, ogni denuncia, ogni volta che faremo memoria per ricordare le vittime dimenticate, tutte le vittime, sarà un modo per ricordare da che parte stiamo.”