Spritz falsificati a Venezia: il sequestro in un bar di San Geremia

Sequestro di spritz falsificati a Venezia: truffa con bottiglie di Aperol e Campari non originali.

Nel cuore di Venezia, a San Geremia, si è scatenata una truffa che ha visto il primo sequestro di spritz falsificati. Gli agenti della polizia locale, rispondendo a una segnalazione, hanno trovato bottiglie di Aperol e Campari con sigilli manomessi o rimosso, il contrassegno di Stato staccato. L’incidente si è verificato in un bar noto per essere stato scena dell’omicidio di Khalil Mallat da parte di Raffaele Marconi, tre anni fa. L’assessore comunale al Commercio, Sebastiano Costalonga, ha definito il gesto come un doppio danno: un risparmio illusorio per il cliente e un’inganno per la sua salute.

Truffa con bottiglie di marca

Usare ingredienti di seconda scelta non è un reato, ma mascherarli all’interno delle confezioni di marca più blasonate è una truffa. Al posto dell’Aperol, un prodotto a basso costo è stato utilizzato, confondendosi con il mix dello spritz. Il barista truffatore, apparentemente onesto, offre lo stesso prodotto a un prezzo inferiore, ingannando i clienti. Il gioco si può replicare anche con il Campari, mentre per i prodotti come Select e Cynar le alternative economiche sono limitate.

Il prezzo basso non è un segno di onestà, ma di frode. Il primo sequestro ha portato alla rimozione di bottiglie di alcol travasato e prodotti alimentari privi di tracciabilità. Nel banco frigo sono stati trovati circa 250 alimenti senza garanzia sulla provenienza della materia prima, un’altra irregolarità che ha comportato una multa di duemila euro. Le condizioni igienico-sanitarie del locale sono risultate nettamente al di sotto degli standard di legge, con sporcizia accumulata e formiche presenti sul banco espositore.

Controlli per difendere la legalità

Sette chili di dolci sono stati smaltiti d’urgenza, giudicati potenzialmente contaminati. Costalonga ha sottolineato che sulla salute dei consumatori e sul rispetto delle regole non si fanno sconti. I controlli continueranno per difendere la legalità del commercio veneziano. La guerra per il decoro dell’amministrazione arriva anche dietro ai banconi dei bar, specialmente in Cannaregio, dove i listini troppo competitivi suscitano sospetti.

Un spritz a 2,50 euro non è un affare, ma un rischio. Il prezzo di un spritz, che ovunque parte da quattro euro, si assesta a 2,50 in alcuni locali, un prezzo che tradisce l’imbroglio. La truffa si basa su una semplice strategia: un’etichetta famosa, un colore arancione brillante, e un prezzo basso. Ma l’analisi cromatica non basta: un colpo di mano e si passa alla bottiglia di vino, al seltz o all’acqua frizzante. La falsificazione non è solo un problema economico, ma un rischio per la salute dei consumatori. La città simbolo dell’aperitivo pastello non è immune da questa forma di frode, e l’amministrazione si impegna a contrastarla con controlli serrati.