Sergio Ruocco: «Sono morto con lei, vivo ancora a casa dei suoi genitori. Il suo assassino? Deve passare la vita in carcere»
Il fidanzato di Sharon Verzeni parla del dolore e della giustizia: il killer deve passare la vita in carcere.

Sergio Ruocco, fidanzato della barista Sharon Verzeni uccisa a Terno d’Isola il 30 luglio, ha parlato per la prima volta in modo diretto durante il processo. «Sono morto con lei, vivo ancora a casa dei suoi genitori. Il suo assassino? Deve passare la vita in carcere», ha dichiarato il 38enne idraulico, che vive ancora in casa dei genitori della compagna. L’omicidio di Sharon, accoltellata in strada, ha scosso la comunità locale e ha acceso un dibattito su responsabilità e giustizia.
La confessione di Moussa Sangare
Un mese dopo il delitto, i carabinieri hanno fermato Moussa Sangare, un 30enne che ha confessato di aver ucciso Sharon per caso, spinto da «un’onda di emozioni». L’uomo, che rischia l’ergastolo, ha ammesso di non aver avuto un motivo preciso per l’atto. Ruocco, però, non ha alcun interesse a incontrarlo: «L’unica cosa che ci resta è chiedere giustizia. Lei non la ritroveremo più», ha detto, riferendosi alla sua compagna.
Ha fatto una cosa troppo grave, uccidere una persona senza una ragione. Non solo ha tolto la vita a lei, ma ha distrutto anche la mia, quella dei suoi genitori. In questi sei mesi è come se fossi morto anch’io», ha spiegato Ruocco, che vive ancora a casa dei genitori di Sharon, dove dorme nella vecchia camera di lei, con la sua foto accanto.
Il peso dei sospetti
Ruocco ha raccontato di non aver superato la morte di Sharon. «I primi giorni sono stati bruttissimi, non riuscivo a capire. Poi mi sono reso conto che era “normale” che ci fossero quei sospetti su di me, perché spesso, purtroppo, l’assassino è il compagno o il marito», ha raccontato. La cosa più devastante è stata scoprire la morte di Sharon solo alle 16 del giorno dopo.
Non solo ha tolto la vita a lei, ma ha distrutto anche la mia, quella dei suoi genitori. L’idraulico ha anche confidato di non aver mai potuto fare la proposta di matrimonio: «L’anello è a casa, glielo avrei dato in Grecia ad agosto, invece…». La sua relazione con Sharon era in fase di preparazione per un viaggio in Grecia.
Ruocco ha espresso un forte desiderio di giustizia, non solo per Sharon, ma anche per se stesso e per la famiglia della vittima. «Dovrebbe passare in carcere fino all’ultimo giorno della sua vita», ha detto, riferendosi a Moussa Sangare. La sua voce è piena di dolore, ma anche di determinazione.
- Sharon Verzeni è stata uccisa a Terno d’Isola il 30 luglio.
- Moussa Sangare è stato arrestato un mese dopo e ha confessato l’omicidio.
- Sergio Ruocco vive ancora a casa dei genitori di Sharon.
- Ruocco non vuole incontrare Moussa Sangare e chiede giustizia.
- La relazione tra Sharon e Sergio era in fase di preparazione per un viaggio in Grecia.
