Coldiretti Campania: strumenti per contrastare il caporalato in agricoltura
Coldiretti Campania presenta strumenti per contrastare il caporalato in agricoltura, con proposte per semplificare procedure e garantire regolarità.
Coldiretti Campania ha presentato durante il Tavolo “Supreme 2” a Salerno una serie di strumenti per contrastare il caporalato in agricoltura, evidenziando le criticità del sistema e proponendo soluzioni concrete. L’organizzazione ha sottolineato come il calo delle istanze presentate dagli agricoltori non derivi da una minore esigenza di manodopera, ma da una sfiducia crescente nei confronti delle procedure burocratiche. La federazione regionale ha messo in campo iniziative volte a sensibilizzare gli agricoltori sull’importanza della regolarità degli stranieri sul territorio e a supportare gli imprenditori attraverso un orientamento legale per i lavoratori.
Procedura complessa e sfiducia tra gli agricoltori
Secondo Coldiretti, il sistema attuale non funziona come dovrebbe, con tempi incerti e procedure complesse che non tengono conto della realtà produttiva. Questo ha portato a un calo delle istanze presentate dagli agricoltori, nonostante la continua esigenza di manodopera. Lo scarso numero di istanze inviate dai nostri associati non è dovuto a una bassa esigenza di manodopera, come già spiegato, bensì a una grande sfiducia. La burocrazia, infatti, crea una situazione di immobilizzazione e danneggia le aziende agricole.
Proposte per semplificare e regolarizzare
Coldiretti ha proposto di rafforzare gli Ispettorati Territoriali del Lavoro, le Prefetture e le Questure, in modo da accelerare le procedure e garantire una maggiore trasparenza. L’obiettivo è ridurre i tempi di valutazione e permettere alle aziende di operare in modo regolare. Solo così possiamo far emergere il lavoro sommerso, valorizzando le imprese virtuose e così anche il territorio. Inoltre, Coldiretti ha sottolineato l’importanza di superare la dinamica del click day e puntare a una stabilizzazione del lavoro, affinché i lavoratori che non hanno visto il perfezionamento dell’iter burocratico possano oggi essere regolarizzati.
Il Tavolo “Supreme 2” ha visto la partecipazione di autorità locali e istituzioni, tra cui il Prefetto di Salerno Francesco Esposito, il Questore Olimpia Abate, e rappresentanti delle forze dell’ordine. L’obiettivo è creare un rapporto sinergico tra le iniziative regionali e le misure adottate dallo Stato per contrastare il fenomeno del caporalato. Coldiretti ha anche sottolineato come il Decreto Flussi rappresenti l’unico strumento in grado di far fronte all’esigenza di manodopera, ma solo se le procedure saranno semplificate e accelerate. Nel 2026, alla provincia di Salerno sono state assegnate solo 677 quote, di cui circa 140 sono state inviate da Coldiretti in rappresentanza dei suoi associati, tutte in fase di valutazione. Questo dato evidenzia la necessità di un sistema più efficiente e reattivo, in grado di rispondere alle esigenze reali del settore agricolo. La federazione ha quindi chiesto un impegno concreto per garantire regolarità e sicurezza nel lavoro, con un focus su una maggiore collaborazione tra enti locali e imprese agricole.
