Francesca Pascale e l’asse con Occhiuto: “Tajani capisca che il suo tempo è finito”
Francesca Pascale critica la leadership di Forza Italia e ipotizza un asse con Occhiuto per il 2027.
Francesca Pascale, attivista di Forza Italia e voce critica dell’operato dell’attuale segretario, ha espresso una posizione chiara e diretta sul futuro del partito. Secondo le dichiarazioni rilasciate a Affaritaliani, la leadership attuale, in particolare quella di Matteo Tajani, non è in grado di rilanciare il partito e di rispondere alle sfide del presente. “Tajani capisca che il suo tempo è finito”, ha detto Pascale, sottolineando come la sua leadership abbia portato il partito a una situazione di declino interno. L’attivista ha anche sottolineato come il partito non riesca a coinvolgere i giovani e a rinnovare la sua immagine, rimanendo troppo legato a un modello di comunicazione obsoleto.
Un asse con Occhiuto per il 2027
Francesca Pascale ha espresso un forte interesse per un possibile asse con Roberto Occhiuto, governatore della Calabria e leader di Forza Italia. Secondo le sue parole, Occhiuto rappresenta una figura di riferimento per il partito, in grado di radunare l’establishment e di rilanciare la leadership. “Sono d’accordissimo con Occhiuto e mi fa piacere che ci siano deputati, ministri, senatori e governatori che abbiano il coraggio di fare un’introspezione e di esporsi per il bene del partito”, ha detto Pascale. L’attivista ha anche sottolineato come la vittoria di Fabio Roscioli alle suppletive di Reggio Calabria dimostri la capacità del partito di intercettare consenso, ma solo attraverso una leadership forte come quella di Occhiuto.
La leadership di Tajani non è in grado di rilanciare il partito. Secondo Pascale, il segretario non riesce a coinciliare il suo ruolo come Ministro con quello di segretario, non è libero. “Non riesce a coinciliare il suo ruolo come Ministro con quello di segretario, non è libero”, ha detto. Inoltre, l’attivista ha espresso la convinzione che il partito non possa più contare su Tajani come riferimento, e che il suo ruolo non sia compatibile con la guida del partito. “Tajani è privo di mordente”, ha detto, sottolineando come la sua leadership non abbia portato risultati tangibili.
Un modello di leadership diverso
Francesca Pascale ha ricordato il modello di Silvio Berlusconi, il quale aveva la capacità di costruire accordi anche al di fuori dei confini tradizionali del partito. Secondo Pascale, Tajani non riesce a fare lo stesso, e le sue dichiarazioni spesso mettono in imbarazzo il partito. “Tajani è privo di mordente”, ha detto l’attivista, sottolineando come la sua leadership non abbia portato risultati tangibili. Inoltre, Pascale ha espresso la convinzione che il partito debba aprirsi a nuove realtà e a nuovi elettori, come i giovani e il mondo omosessuale.
Il partito rischia di perdere la sua essenza liberale. L’attivista ha anche sottolineato l’importanza di un rinnovamento interno del partito, sostenendo che non si possa ricandidare persone con oltre venti legislature. “Sostengo da tempo la necessità di svecchiare la mentalità del partito”, ha detto, sottolineando come il partito rischi di perdere la sua essenza liberale. L’attivista ha anche espresso la convinzione che il partito debba aprirsi a nuove realtà e a nuovi elettori, come i giovani e il mondo omosessuale.
Infine, Pascale ha espresso l’urgenza di un dibattito su temi come l’aborto e i diritti civili, che dovrebbero rimanere sul piano della coscienza individuale, piuttosto che su quello dello scontro. “Anche sull’aborto, il tema dovrebbe restare sul piano della coscienza individuale più che su quello dello scontro”, ha detto. L’attivista ha anche espresso la sua volontà di rimanere dentro il partito, ma con una visione diversa e più moderna. “Il mio obiettivo è lavorare nel partito e per il partito. Di una solo corrente faccio parte: quella dei berlusconiani”, ha concluso.
