Tajani: «La Spagna è isolata, la UE approva il modello Albania»

Tajani critica la strategia spagnola sui migranti e sottolinea l’appoggio della Ue al modello Albania.

Ministro Tajani critica la politica spagnola sui migranti e sottolinea l'appoggio della Ue al modello Albania
Ministro Tajani critica la politica spagnola sui migranti e sottolinea l’appoggio della Ue al modello Albania

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso netta critica nei confronti della strategia del governo spagnolo sul tema dei migranti, definendola «isolata» e «sbagliata». Durante un incontro a Marina di Pietrasanta, Tajani ha sottolineato come la posizione della Spagna contrasti con quella di quasi tutti gli altri Paesi europei, inclusi quelli del gruppo dei 27, e ha sottolineato l’appoggio della Commissione Europea al modello di gestione dei rimpatri adottato in Albania. L’obiettivo del governo italiano, insieme a quello della Danimarca, è di promuovere l’applicazione del Patto d’immigrazione e asilo all’interno dell’Unione Europea.

La strategia italiana e il modello Albania

Secondo Tajani, il modello di gestione dei rimpatri adottato in Albania rappresenta una soluzione concreta, equilibrata e approvata dalla UE. Il ministro ha sottolineato come l’Italia stia dando le sue idee, rigorose e moderate, che non sono disumane, nonostante la propaganda della sinistra cerchi di farle apparire tali. L’obiettivo è creare una strategia comune sull’immigrazione, con l’attivazione dei rimpatri e la creazione di nuovi centri modello Albania in vari Paesi africani. La sinistra non vuole convergere mai ed è continuamente indisponibile al dialogo. Tajani ha espresso preoccupazione per la forte opposizione del centrosinistra contro gli hub africani modello Albania, sottolineando che sarebbe ora di superare gli atteggiamenti di no a tutto e su tutto. Secondo il ministro, la sinistra non vuole convergere mai ed è continuamente indisponibile al dialogo.

La critica alla politica spagnola

Tajani ha espresso disapprovazione per la politica del governo spagnolo, che propone la regolarizzazione e la cittadinanza a tutti i migranti. Secondo il ministro, questa strategia è sbagliata e non tiene conto della capacità dell’Europa di accogliere indiscriminatamente tutti i migranti. La Spagna, a suo avviso, è isolata e non segue la tendenza comune degli altri Paesi europei.

La manipolazione ideologica non serve a niente, se non a fare demagogia. Tajani ha anche criticato il livello di propaganda contraria al modello Albania, sottolineando come questa non serva a niente se non a fare demagogia. Il ministro ha inoltre espresso preoccupazione per la sospensione del trattato di Schengen, in seguito alle vicende di Ceuta, ritenendo che si tratti di una misura eccessiva e un espediente per rincorrere Vannacci. Il ministro ha inoltre osservato come le cifre circolate sull’ingresso di migranti in Ceuta fossero errate, con un numero di ingressi molto superiore a quello dichiarato. Nonostante l’attenzione su temi come i migranti e la guerra in Iran, Tajani ha riconosciuto che non c’è pace tra destra e sinistra in Italia.

Il ministro ha allargato lo sguardo anche al tema della guerra in Iran, sottolineando che è il momento decisivo per arrivare a un accordo di pace e per riaprire lo stretto di Hormuz. L’obiettivo è evitare che la crisi energetica si aggravi, con un aumento dei prezzi del gas, del petrolio e dei fertilizzanti, e con un rischio per i mercati. L’Italia, a suo avviso, ha una funzione cruciale in questa situazione, essendo la «Capitale della pace».