Tajani apre a preferenze, Forza Italia attende a settembre

Tajani apre a preferenze, Forza Italia attende a settembre

Presidente del Senato e leader di Forza Italia discutono preferenze e legge elettorale
Presidente del Senato e leader di Forza Italia discutono preferenze e legge elettorale

Il governo Tajani ha aperto uno spiraglio alle preferenze, ma Forza Italia ha rimandato la decisione a settembre, annunciando di essere «pronti ad ascoltare in maniera positiva, ma abbiamo le nostre richieste». Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, durante la cerimonia del Ventaglio a Palazzo Madama, ha sottolineato la complessità del tema, sottolineando che le preferenze vengono mantenute solo dove i contro superano i pro. La seconda carica dello Stato ha chiarito di non aver abusato del suo ruolo, ma ha anche espresso distacco rispetto a Vannacci, che nega la necessità di un reato di femminicidio.

La legge elettorale e le preferenze

La Russa ha parlato di tutto, dalla legge elettorale che a settembre verrà licenziata anche al Senato, all’impunibilità per i minorenni, dal Quirinale al prossimo sindaco di Milano, dal Safe al costo dei carburanti. «Le preferenze hanno dei pro e dei contro. La cosa strana è che noi le manteniamo dove i contro superano i pro. Per esempio, nei consigli comunali dove con 300 voti puoi fare eleggere un assessore. Poi quando le platee sono più grandi non mettiamo le preferenze, se non per il Parlamento europeo», ha spiegato. La Russa ha definito la formula una «mediazione democratica».

Le tensioni nel centrodestra

Intanto nel centrodestra si registrano tensioni, soprattutto sulla legge elettorale. Forza Italia ha ricominciato a marcare con maggiore decisione la propria identità, mentre la Lega punta a recuperare centralità su temi specifici. Il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, ha chiesto agli alleati un incontro per conoscere le intenzioni sull’emendamento sulle preferenze. «Siamo pronti in maniera positiva ad ascoltare le richieste di chi vuole inserire le preferenze, ma vogliamo anche fare in modo che alcune nostre richieste vengano accolte», ha detto Tajani. Maurizio Gasparri ha commentato con un sorriso: «Sulla legge elettorale l’estate porterà tutti a più miti consigli».

La Russa ha anche espresso distacco rispetto a Vannacci, che nega la necessità di un reato di femminicidio. «Non capire che davanti a un fenomeno eclatante come l’altissimo numero di donne uccise da chi dice di amarle, non basti richiamarsi alle leggi esistenti ma bisogna creare un reato tipico, oltre che una pena pesante, questo diventa un fatto di comunicazione, un messaggio. Non averlo capito è un errore clamoroso, anche perché non appartiene alla destra», ha sottolineato. La Russa ha ribadito che l’imputabilità dei minorenni spetta al magistrato, non alla politica.

Il presidente del Senato ha anche chiarito di non aver abusato del suo ruolo, ma ha anche ricordato che «Grasso fondò un partito, Fini fondò un partito, Casini fondò un partito, Fanfani faceva le riunioni di corrente a Palazzo Giustiniani». Sull’emendamento sulle intercettazioni, La Russa ha espresso fiducia nel fatto che «al 99% deve essere dichiarato non proponibile». Infine, ha sottolineato che «non esiste la vera destra», e che Vannacci, pur rispettato, «porta male, veramente male, dichiararsi la vera destra». Con queste dichiarazioni, il centrodestra si prepara a un dibattito che potrebbe influenzare le prossime decisioni politiche, con un’attenzione particolare alle preferenze e alla legge elettorale. La situazione rimane in sospeso, con Forza Italia che attende a settembre per prendere una decisione definitiva.