Rosario per la pace. Mons. Ryabukha: “Anche l’impossibile può diventare possibile”

Il vescovo greco-cattolico di Donetsk invoca la pace e la conversione in un momento di guerra. La preghiera del Rosario per la pace.

Il vescovo greco-cattolico di Donetsk, mons. Maksym Ryabukha, ha espresso la sua speranza per la pace durante la preghiera del Rosario, celebrata il 2 ottobre 2026. In un contesto di guerra e distruzione, il religioso ha sottolineato che anche ciò che sembra impossibile può diventare realtà, grazie alla fede e alla conversione. L’invocazione alla Madonna, in un mese mariano, è diventata un simbolo di speranza per la comunità ucraina, in un momento in cui la guerra continua a colpire città e civili.

La preghiera come strumento di pace

Il vescovo ha sottolineato che portare i leader a sedersi attorno a un tavolo per dialogare e cercare una soluzione al conflitto è una sfida al di là delle capacità umane. Solo la fiducia e la capacità di stringersi intorno a Dio possono rendere possibile ciò che sembra impossibile. La conversione di cui abbiamo bisogno non è soltanto la conversione di alcune persone, ma quella di tutto il mondo. “L’odio trova sempre un terreno fertile e tutti quanti abbiamo bisogno di una conversione che ci porti all’espressione dell’amore”, ha detto, ricordando che l’amore deve essere capace di contagiare.

La guerra e la distruzione

La guerra in Ucraina continua a causare danni e vittime, con attacchi che interessano diverse regioni. Droni e missili Shahed mietono vittime e distruggono infrastrutture. A Kherson, una scuola materna è stata colpita, mentre a Kharkiv un negozio di alimentari ha subito danni. Attacchi hanno interessato anche edifici residenziali a Kramatorsk e Sumy, nonché le regioni di Dnipropetrovsk, Odessa, Kharkiv, Kiev, Poltava e Rivne. “Non riuscendo ad abbattere la linea del fronte, i russi iniziano a radere al suolo le zone civili”, ha commentato. Viviamo tutto questo con un senso profondo di genocidio e di terrorismo e ci si sente quasi impotenti a reagire. “Come può un civile difendersi dagli attacchi militari?”

Il vescovo ha anche ricordato che il Papa, tornando dalla Francia, ha parlato di “guerre che non hanno senso”. Secondo il vescovo, questa insensatezza è dovuta al fatto che la guerra è demoniaca, con l’unica ragione che si riesce a intravedere: distruggere la vita che Dio ha creato. “L’unica ragione che si riesce a intravedere dietro a quello che sta succedendo qui, è quella di distruggere la vita che Dio ha creato: un vero e proprio disprezzo del valore della vita umana e dell’umanità in sé”, ha detto.

Nonostante la guerra, il vescovo ha espresso la sua fiducia nella capacità della gente di condividere esperienze di fraternità e di creare nuove relazioni. “Chi crede sa che Dio è più forte di tutto il male che ci circonda. Ed è proprio nei momenti più bui, che capisci che ogni giorno è un dono: un dono da vivere pienamente, un dono da condividere con gli altri, un dono da sostenere con gesti di fraternità e partecipazione”, ha concluso.