La Casa di Semiautonomia “Giulia Cecchettin” torna ad accogliere donne e bambini vittime di violenza
La Casa di Semiautonomia “Giulia Cecchettin” a Grottaferrata riapre, offrendo supporto a donne e bambini vittime di violenza con un progetto promosso da Ponte Donna.

La Casa di Semiautonomia “Giulia Cecchettin” a Grottaferrata ha ripreso le attività dopo un periodo di sospensione, offrendo un’opportunità concreta a donne e bambini vittime di violenza. La riapertura, annunciata durante una conferenza stampa a Palazzo Grutter, segna un passo importante nella lotta contro la violenza domestica e nella ricostruzione di una vita libera e indipendente. La struttura, promossa dall’Associazione Ponte Donna APS grazie al sostegno della Fondazione Giulia Cecchettin ETS, accoglie due nuovi nuclei familiari: due giovani madri insieme ai rispettivi figli, un bambino di 6 anni e uno di 4. La decisione di riaprire le porte è arrivata dopo un periodo in cui le professioniste di Ponte Donna hanno continuato a seguire le donne precedentemente ospitate, accompagnandole fino alla completa autonomia, anche in assenza delle condizioni necessarie per accogliere nuovi nuclei.
Un sostegno concreto per la vita quotidiana
La Casa di Semiautonomia interviene in una fase particolarmente delicata del percorso di uscita dalla violenza. Le ospiti, che hanno già intrapreso un cammino di liberazione e superato la prima fase di messa in sicurezza, hanno ancora bisogno di tempo e supporto per raggiungere la piena autonomia. All’interno della struttura, ogni donna segue un progetto personalizzato, che include supporto psicologico, percorsi di empowerment, orientamento lavorativo e ricerca di una nuova sistemazione abitativa. La struttura offre un ambiente protetto in cui le donne possono ricostruire la loro vita e trovare nuove opportunità. I due bambini, invece, possono frequentare la scuola a tempo pieno, una possibilità fondamentale per il loro percorso educativo e per permettere alle madri di conciliare le responsabilità di cura con il lavoro, condizione indispensabile per raggiungere una reale indipendenza economica.
Un impegno che non si interrompe
La ripresa delle accoglienze è arrivata dopo una fase in cui le professioniste di Ponte Donna hanno continuato volontariamente a seguire le donne precedentemente ospitate, accompagnandole fino alla completa autonomia. Un impegno portato avanti anche in assenza delle condizioni necessarie per accogliere nuovi nuclei, che racconta quanto il percorso di uscita dalla violenza non possa interrompersi al termine dell’emergenza. La Casa di Semiautonomia rappresenta un punto di riferimento per chi cerca di ricostruire una vita libera e indipendente. Lasciare una relazione violenta è soltanto il primo passo: occorre poi ricostruire stabilità economica, fiducia personale, legami sociali e un ambiente sereno nel quale far crescere i propri figli. Il contributo della Fondazione Giulia Cecchettin ha permesso alla Casa di riaprire le porte e a Ponte Donna di tornare ad accogliere nuove donne, affiancandole attraverso il lavoro di psicologhe, educatrici e operatrici sociali.
La memoria di Giulia Cecchettin, uccisa nel novembre del 2023 a 22 anni, si traduce in un sostegno concreto per chi sta cercando di ricominciare. La Fondazione Giulia Cecchettin ETS, nata per volontà del padre Gino e dei fratelli Elena e Davide, ha l’intento di onorare la sua memoria e trasformare il dolore della sua perdita in un’opportunità di cambiamento sociale. La Casa di Semiautonomia “Giulia Cecchettin” rappresenta una risposta concreta a un bisogno che non termina con l’allontanamento dalla violenza. Una donna può essere al sicuro e, allo stesso tempo, non avere ancora un lavoro, una casa o gli strumenti economici necessari per sostenere sé stessa e i propri figli. La Casa di Semiautonomia trasforma la protezione in libertà e l’assistenza in indipendenza.
