Scontro tra sindaco e vescovo su sicurezza e integrazione a Rovigo

Scontro tra sindaco e vescovo su sicurezza e integrazione a Rovigo.

Il sindaco Valeria Cittadin ha risposto con fermezza al vescovo monsignor Pierantonio Pavanello, che aveva invitato a prendere esempio da San Francesco per accogliere le categorie di persone che danno fastidio. «Basta criticare le scelte amministrative, devo tutelare la sicurezza della città», ha detto Cittadin, durante un confronto acceso a Rovigo. L’episodio si colloca in un contesto di tensioni tra la Chiesa e l’amministrazione locale, con il vescovo che aveva sottolineato l’importanza di integrare chiunque, anche se non si conforma alle regole della comunità.

Integrazione non significa rinunciare alla propria identità

Cittadin ha ribadito che l’accoglienza e la solidarietà sono valori cristiani, ma non possono essere interpretati come permissivismo. «Chi sceglie di vivere qui è il benvenuto, ma deve accettare che l’integrazione non significa pretendere che sia la nostra comunità a rinunciare alla propria identità per adattarsi a chi arriva», ha sottolineato. La sindaca ha anche sottolineato che la sicurezza non è un tema di destra o sinistra, ma un diritto che deve essere garantito a tutti, specialmente ai più fragili.

La sicurezza non è un tema secondario, ma un diritto che deve essere garantito a tutti. Il vescovo Pavanello aveva sottolineato l’importanza di integrare le categorie di persone che danno fastidio, come stranieri, disadattati, malati psichici e carcerati. Cittadin ha però ribattuto che la sicurezza non è un tema secondario, ma un diritto che deve essere garantito a tutti. «La sicurezza non è di destra né di sinistra: è un diritto», ha sottolineato. La sindaca ha anche ricordato che la Chiesa non dovrebbe invocare la sicurezza come se fosse un’arma per escludere chi non si conforma alle regole.

Ruoli diversi: sindaco e vescovo non si confondono

«Non confondiamo i ruoli, è il sindaco che governa la città», ha affermato Cittadin, ribadendo che il vescovo ha il compito di guidare la comunità spirituale, mentre il sindaco deve garantire la sicurezza e rispettare le regole. «Sono cattolica, rispetto la Chiesa e il ruolo del vescovo, ma credo che i ruoli non vadano confusi», ha aggiunto. La sindaca ha anche sottolineato che la Chiesa non dovrebbe rappresentare la sicurezza come mancanza di umanità verso gli stranieri o i più fragili.

Il sindaco deve governare la città, garantire la sicurezza e rispettare le regole. Il vescovo aveva sottolineato l’importanza di integrare le categorie di persone che danno fastidio, ma Cittadin ha ribadito che la sicurezza è un tema cruciale per la comunità. «Governare non significa predicare principi astratti, ma prendere decisioni difficili e risponderne ogni giorno davanti ai cittadini», ha concluso Cittadin, sottolineando l’importanza del ruolo di chi amministra. Il confronto tra sindaco e vescovo ha messo in luce le differenze di approccio tra la Chiesa e l’amministrazione locale. Mentre il vescovo ha sottolineato l’importanza di integrare chiunque, la sindaca ha ribadito che la sicurezza è un tema cruciale per la comunità. «La sicurezza non è un tema secondario, ma un diritto che deve essere garantito a tutti», ha sottolineato Cittadin, rafforzando la sua posizione di difesa della città e dei suoi cittadini.