Bolsonaro si avvicina alla presidenza, Lula ha bisogno di un miracolo politico

Elezioni in Brasile, Lula e Bolsonaro si affrontano al ballottaggio. Lula ha bisogno di un miracolo per vincere.

Le elezioni in Brasile si sono concluse con un risultato che ha messo in chiaro la tendenza del Paese: Flavio Bolsonaro, figlio del presidente Jair Bolsonaro, ha vinto la prima tornata e si avvicina al ballottaggio come favorito. Lula, ex presidente e leader della sinistra, si trova in una posizione estremamente difficile, con un margine di vantaggio ridotto a circa due punti percentuali. La vittoria di Flavio Bolsonaro ha suscitato reazioni forti, tra cui quelle di Donald Trump, che ha definito il risultato una “grande vittoria”.

Un passo verso l’era trumpiana

La vittoria di Flavio Bolsonaro rappresenta un ulteriore passo verso l’entrata del Brasile nell’orbita degli Stati Uniti, con conseguenze significative a livello globale. Il figlio del presidente ha già annunciato che ridurrà la spesa pubblica e adotterà un approccio duro contro il crimine, riducendo il peso del Partito dei Trabocchi (Pt), il partito di Lula. Inoltre, ha espresso opinioni contrarie all’attuale politica ambientale, considerando i vincoli come limitanti per lo sviluppo economico e il riscaldamento globale come un evento ciclico.

Flavio Bolsonaro ha dichiarato subito dopo la vittoria: “Oggi finisce l’era del Pt”. Questo atteggiamento riflette un forte desiderio di cambiamento, alimentato da un’antipetismo crescente tra i brasiliani, che vedono il Pt come un’istituzione troppo distante dalle loro esigenze. Molti elettori hanno votato non tanto per il programma di Flavio, quanto per far finta di non appoggiare Lula, che perde ovunque nel Paese.

Un miracolo per Lula

Per Lula, il cammino verso la vittoria è estremamente arduo. Gli analisti sottolineano che, sebbene l’astensione sia stata alta, non è sufficiente a garantire una svolta. Lula, pur essendo un simbolo della sinistra mondiale, appare stanco e distaccato dal popolo, con un’immagine più istituzionale che non più di un sindacalista figlio del popolo. La sua probabile sconfitta segnerebbe il culmine di un “annus horribilis” per la sinistra latinoamericana, che in pochi mesi ha visto cadere leader progressisti come in Cile, in Perù e in Colombia.

Se Lula dovesse vincere, il suo quarto mandato sarebbe un calvario, con una Camera dei Deputati dominata dalle destre e un Senato in grado di nominare giudici supremi ostili. La sua vittoria, se avvenisse, non sarebbe solo un successo politico, ma anche un segno di speranza per la sinistra latinoamericana, che potrebbe riprendersi da questa serie di sconfitte. Ma per ora, il Brasile sembra essere in una fase di transizione, con un futuro che si dipinge sempre più a favore di un’alternativa più radicale e popolare.

Al di fuori del dibattito tradizionale, alcuni giovani candidati hanno trovato un successo inaspettato, grazie al loro uso strategico dei social media. Tra loro, Eduarda Campopiano, 23 anni, eletta a San Paolo con 1,95 milioni di voti, ha suscitato scalpore per le sue dichiarazioni sull’intervento coloniale e la cultura indigena. Il suo linguaggio diretto e il suo attivismo digitale hanno reso popolare un’alternativa diversa, che si distingue per un approccio più radicale e diretto. Flavio Bolsonaro ha già iniziato a parlare del futuro, dichiarando che “oggi finisce l’era del Pt”. Questo atteggiamento riflette un forte desiderio di cambiamento, alimentato da un’antipetismo crescente tra i brasiliani, che vedono il Pt come un’istituzione troppo distante dalle loro esigenze. Molti elettori hanno votato non tanto per il programma di Flavio, quanto per far finta di non appoggiare Lula, che perde ovunque nel Paese.

La vittoria di Flavio Bolsonaro ha suscitato reazioni forti, tra cui quelle di Donald Trump.

La sua affermazione cambierebbe le cose in Brasile ma anche al livello globale.