Francis Halzen, il “padre” di IceCube, riceve il Nobel per la fisica 2026
Francis Halzen riceve il Nobel per la fisica 2026 per il contributo all’IceCube Neutrino Observatory e la scoperta dei neutrini ad alta energia.
Il premio Nobel per la fisica 2026 è stato assegnato al fisico belga-statunitense Francis Halzen, riconosciuto per il suo fondamentale contributo all’IceCube Neutrino Observatory e per la scoperta dei neutrini ad alta energia di origine astrofisica. L’annuncio, reso oggi a Stoccolma, ha sottolineato il ruolo chiave di Halzen nel trasformare un’idea iniziale in un strumento rivoluzionario per l’osservazione del cosmo. Il Nobel, assegnato dalla Royal Swedish Academy of Sciences, celebra non solo una singola scoperta, ma un’intera rivoluzione nella comprensione dell’universo.
IceCube: il telescopio per neutrini che guarda nel ghiaccio
IceCube, il progetto che ha reso Halzen celebre, è un osservatorio unico per la fisica delle particelle. Costruito nel ghiaccio antartico, l’osservatorio si basa su un concetto innovativo: utilizzare il ghiaccio come mezzo di rivelazione. Il sistema si avvale di circa un chilometro cubo di ghiaccio, in cui sono installati migliaia di sensori ottici. Quando un neutrino interagisce con la materia, genera un lampo di luce Cherenkov, che i sensori registrano per ricostruire l’energia e la direzione di provenienza della particella.
Queste particelle, quasi prive di massa e completamente prive di carica elettrica, attraversano materia e campi magnetici praticamente indisturbate. A differenza dei raggi cosmici, non vengono deviati durante il viaggio, permettendo di localizzare gli acceleratori naturali più estremi dell’universo. L’osservazione dei neutrini ha anche contribuito a risolvere un problema vecchio di oltre un secolo: l’origine dei raggi cosmici.
Un’idea nata negli anni Ottanta
L’idea di usare il ghiaccio del Polo Sud come rivelatore maturò negli anni Ottanta, quando Halzen iniziò a lavorare al progetto Amanda, il precursore di IceCube. L’esperienza con Amanda dimostrò che un telescopio di neutrini immerso nel ghiaccio poteva funzionare. La costruzione di IceCube iniziò nel 2004 e si concluse nel 2010, segnando l’inizio di una nuova era nell’astronomia. Il progetto ha portato a importanti scoperte, tra cui la conferma di un flusso di neutrini ad alta energia provenienti da oltre la Via Lattea. Nel 2013, un risultato pubblicato su Science segnò la svolta: l’evidenza di un flusso di neutrini cosmici ad altissima energia. Negli anni successivi, IceCube ha cominciato a identificare le sorgenti, come la galassia attiva Txs 0506+056 e la Via Lattea.
La scoperta dei neutrini ad alta energia ha aperto la strada all’astronomia multimessaggera, un campo che combina informazioni provenienti da diverse fonti: luce, onde gravitazionali, raggi cosmici e neutrini. L’osservazione di neutrini provenienti da galassie attive ha permesso di collegare eventi cosmici estremi a fenomeni osservabili. Halzen, nato in Belgio nel 1944, si è formato alla Ku Leuven e ha lavorato all’Università del Wisconsin–Madison dal 1972. È principal investigator di IceCube e da decenni ha contribuito alla fisica delle particelle, all’astrofisica e alla cosmologia. Il Nobel riconosce non solo una singola scoperta, ma la trasformazione di un’idea in un nuovo modo di osservare l’universo.
