I Gabbiani di Roma osservano la gestione dei rifiuti abruzzesi

I Gabbiani di Roma segnalano una gestione inadeguata dei rifiuti in Abruzzo, segno di una decadenza politica.

Il dibattito sui rifiuti abruzzesi, in particolare l’Aquila, si sta trasformando in un termometro della crisi interna al partito di Fratelli d’Italia. Il sindaco uscente, Pierluigi Biondi, che dovrà dimettersi dopo l’approvazione del bilancio comunale di previsione, si trova in una posizione di debolezza, privo di ruoli chiave in enti come ANCI e AGIR. In questa condizione, dovrà convincere i suoi sodali di partito, compresi quelli meno ortodossi, a lanciare una campagna elettorale per non essere eletti e far fare bella figura proprio a lui. Tuttavia, il sospetto è che questa situazione possa portare a una teoria del complotto, con un’immagine di intelligenza superiore a quella effettiva.

La gestione dei rifiuti e la decadenza del potere aquilano

La questione dei rifiuti, in particolare la gestione del ciclo integrato, ha assunto un ruolo centrale nel dibattito interno al partito. Il capoluogo di regione, pur avendo avuto tempo sufficiente, ha lasciato aperti dossier gravemente compromessi. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che il partito di Fratelli d’Italia ha visto un numero di eletti e di poltrone, in gran parte provenienti dall’Aquila, ben superiore a quanto sarebbe stato logico, considerando la logica gerarchica del sindaco uscente. L’Aquila, collegio elettorale del presidente del Consiglio, ha ricevuto un trattamento di favore evidente, quantificabile in decine di miliardi di investimenti, erogazioni, liberalità e onori, che sarebbe follia negare.

La gestione dei rifiuti ha segnato un declino del potere aquilano.

Le aziende in difficoltà e la gestione dei rifiuti

Le aziende coinvolte, come Cogesa S.p.A. e Aciam S.p.A., si trovano in gravi ambasce. La seconda, in particolare, è quasi crepata per aver accolto i rifiuti dell’Aquila alla discarica di Noce Mattei a Sulmona. La proposta di costruire un vettore pubblico, a cui conferire le chiavi del ciclo integrato dei rifiuti senza gara, sembra più un tentativo di socializzazione delle perdite di ASM L’Aquila, municipalizzata ma non in grado di affrontare i rifiuti al giorno d’oggi. Non si può rivendicare l’operato di ASM L’Aquila senza qualche remora morale ed imprenditoriale.

La gestione dei rifiuti ha messo in crisi le aziende locali.

Il piano di Biondi per esternalizzare il problema aquilano, puntando sull’impianto di trattamento di ECOLAN a Lanciano, non ha prodotto risultati tangibili. Mentre il sito di Aielli, in forza ad Aciam S.p.A., funziona, il sito di Lanciano rimane in ombra, con pochi dati disponibili. La situazione si complica ulteriormente con la contestazione del Comune di Chieti alle direttive di AGIR, che ha un direttore generale di provenienza ECOLAN e è presieduto da Biondi stesso.

La gestione dei rifiuti in Abruzzo, in particolare nell’Aquila, segna l’inizio della decadenza del potere locale. I Gabbiani di Roma, con la loro influenza e la loro capacità di rappresentanza, non hanno fatto molto di strutturato per risolvere il problema. L’emendamento Verrecchia-Quaglieri-Scoccia sembra deporre in questa direzione, segnando un momento di crisi per il partito e per la gestione locale.