Slavoj Žižek: l’orrore e il porno condividono una struttura simile
Slavoj Žižek analizza il legame tra horror e pornografia, sottolineando la natura di sottrazione del piacere.
Slavoj Žižek, filosofo e psicoanalista sloveno, ha recentemente sottolineato il legame tra pornografia e horror, definendo l’orrore come un fenomeno che funziona per sottrazione. Nell’ambito di un incontro a Venezia, durante la Mostra del Cinema, il pensatore ha analizzato come entrambi i generi si basino su una struttura simile: il piacere deriva dal presupposto che non sia vero. Questo concetto, spiegato in un’intervista con Nocturno, ha suscitato interesse per la sua profondità e per le sue implicazioni sociali e culturali.
La pornografia e il cinema horror: una struttura comune
Žižek ha sottolineato come la pornografia hardcore, pur essendo un genere regolamentato, infranga una regola aurea del cinema di finzione: l’attore non dovrebbe mai guardare direttamente in camera. Nella pornografia, invece, la donna può guardare l’obiettivo mentre finge l’orgasmo, un elemento che ha suscitato la sua attenzione. Questo, secondo il filosofo, rappresenta una forma di soggettivizzazione molto più orribile, poiché la donna deve interpretare un ruolo specifico per soddisfare l’osservatore. Il piacere nasce dal distacco tra fantasia e realtà. In un esempio, ha citato un film in cui un cavallo viene ucciso, ma l’illusione si rompe quando si scopre che è reale. Questo momento di sottrazione, ha spiegato Žižek, è ciò che rende l’orrore così potente. La stessa dinamica si applica al sesso, dove il piacere nasce dal distacco tra fantasia e realtà.
La decadenza e il rischio di una società in crisi
Un altro aspetto che ha suscitato interesse è il legame tra pornografia e horror in contesti estremi. Žižek ha menzionato un termine specifico utilizzato in Sudafrica per indicare l’atto di strangolare o accoltellare una donna durante il coito, un fenomeno che ha suscitato preoccupazione per la diffusione di comportamenti radicali. Questo, secondo il filosofo, rappresenta una forma di decadenza sociale, in cui i perversi radicali si moltiplicano e si avvicinano alla realtà.
La decadenza di oggi è il moltiplicarsi di perversi radicali. Žižek ha anche commentato il comportamento di alcuni leader politici, come Donald Trump, che ha usato linguaggio esplicito in pubblico. Questo, ha sottolineato, rappresenta un rischio per la decenza di base. Il filosofo ha espresso preoccupazione per il fatto che il confine tra sogni e realtà si stia sempre più confondendo, con conseguenze potenzialmente gravi per la società.
Concludendo, Žižek ha ribadito che l’orrore funziona per sottrazione, un concetto che ha trovato riscontri in diversi contesti, dal cinema al sesso, fino alla politica. La sua analisi ha suscitato riflessione su come i generi cinematografici e le dinamiche sociali possano influenzare la percezione del reale e del virtuale. La sua visione, seppur provocatoria, ha messo in luce l’importanza di mantenere una distanza critica tra fantasia e realtà, un tema che rimane centrale nella sua filosofia.
