Atti osceni in un parco pubblico a Pordenone, un papà ucraino spaventato da una scena inquietante
Atti osceni in un parco pubblico a Pordenone, un papà ucraino spaventato da una scena inquietante

Un episodio inquietante ha scosso un parco pubblico a Pordenone, in pieno giorno, dove un papà ucraino ha assistito a una scena di atti osceni. L’episodio, avvenuto giovedì scorso alle ore 7, ha lasciato il testimone sconvolto e preoccupato per la sicurezza dei bambini e delle famiglie che frequentano il luogo. L’uomo, che vive da otto anni nella città friulana e si è perfettamente integrato, ha raccontato di aver visto un gruppo di giovani stranieri, tra cui un uomo che si masturbava mentre teneva il telefonino, in una zona visibile a tutti. «Non credevo ai miei occhi, i suoi amici facevano finta di nulla», ha detto il testimone, che ha cercato di registrare l’episodio con il telefono ma ha scelto di non presentare una denuncia per timore di ritorsioni.
Un parco in mezzo alla città e un episodio inquietante
Il parco in questione, situato vicino al Seminario, è uno dei luoghi più frequentati dai cittadini, dove si svolgono attività sportive, si incontrano famiglie e si passeggia con i bambini. L’episodio, però, ha messo in evidenza una situazione di insicurezza che preoccupa i residenti. Il testimone, che si è spostato in bicicletta con il figlio, ha raccontato di aver visto un gruppo di quattro ragazzi stranieri, uno dei quali si è comportato in modo inappropriato. «Con il cane esploro tutti i sentieri della città, non mi era mai capitato una cosa del genere», ha aggiunto, sottolineando come la scena fosse inaccettabile per chiunque. L’uomo ha cercato di interrompere l’episodio, ma i compagni del ragazzo hanno reagito con indifferenza, fingendo di non capire.
Un’osservazione su migranti e sicurezza
Il papà ucraino ha espresso preoccupazione per la presenza di giovani stranieri che girovagano senza regole e senza controllo. «Spero che le istituzioni si possano coordinare sempre più in modo mirato per gestire i migranti e non lasciarli girovagare per la città 24 ore su 24 senza regole», ha detto, riferendo che in passato aveva visto gruppi di giovani fissare la sua moglie e osservare la sua casa. L’osservatorio “Vivi Pordenone a 360°”, guidato da Alessandro Mangraviti, ha sottolineato l’importanza di una gestione mirata dei flussi migratori, per evitare situazioni di tensione e paura. «Non possiamo permettere che capitino atti osceni alla luce del sole», ha affermato Mangraviti, ricordando che il parco è frequentato da donne che fanno jogging, da badanti e da famiglie con bambini piccoli.
Il testimone ha anche espresso preoccupazione per il rischio che una scena del genere possa essere vista dai bambini. «Per me è scioccante, è accaduto in un posto visibile, all’entrata del parco nella parte destra, vicino alla panchina, dove passa tanta gente, bambini, donne, un domani chissà, potrebbero essere violentate delle ragazze», ha detto, sottolineando come l’episodio abbia lasciato un segno profondo. La scena ha messo in luce una situazione di insicurezza che preoccupa i residenti. L’uomo, che ha scelto di non denunciare per timore di ritorsioni, ha espresso la sua frustrazione per la leggerezza con cui alcuni giovani sembrano considerare comportamenti inappropriati. «Gli amici ridevano, come se per loro tutto fosse normale», ha concluso, sottolineando come l’episodio abbia messo in luce una situazione di insicurezza che richiede una risposta concreta.
