Le spiagge in balìa di comportamenti inadeguati
Problemi di civiltà e rifiuti in spiaggia: i bagnanti chiedono controlli più severi.

Le spiagge del litorale italiano, specialmente quelle del Poetto e delle coste da Margine Rosso a Geremeas, si trovano in un momento di tensione crescente a causa di comportamenti inadeguati e mancanza di rispetto per l’ambiente e per gli altri. La situazione, segnalata da residenti e bagnanti, si fa sempre più preoccupante, con rifiuti gettati ovunque, urla di bambini, escrementi lasciati a cielo aperto e uso improprio di spazi pubblici. La descrizione di Sabrina Muscas, 54 anni, racconta una realtà quotidiana: «Prendo una busta e raccolgo tutto ciò che trovo. Soprattutto mozziconi di sigaretta, lasciati sotto la sabbia, ma anche dentro l’acqua. Purtroppo in giro c’è troppa gente maleducata e mi chiedo come facciano a non avere nessun rispetto per il prossimo e per l’ambiente in cui vivono».
Comportamenti inadeguati e mancanza di rispetto
La descrizione di Muscas si accompagna a una serie di episodi che mettono in luce l’inciviltà diffusa. Alcuni visitatori, in particolare nel fine settimana, occupano le vie di accesso tra la macchia mediterranea di Mari Pintau, trasformandole in un bagno a cielo aperto. «Cafoni che aumentano nel fine settimana e che riducono in un letamaio anche le vie di accesso», spiega un testimone. Altri, invece, si comportano in modo inaccettabile, come chi parcheggia negli stalli per i disabili, negli incroci o persino all’interno della rotatoria della Bussola. «Se i parcheggi sono pochi, vige l’arte di arrangiarsi e l’unica a vincere è la prepotenza», osserva un residente.
La mancanza di rispetto si estende anche a chi non si preoccupa di raccogliere gli escrementi, lasciandoli tranquillamente lì. «Il problema è che non raccolgono gli escrementi ma li lasciano tranquillamente lì», dice Roberta Balata. Inoltre, i bambini, spesso non seguiti dai genitori, lanciano la sabbia e urlano, creando ulteriore confusione. «Poi c’è troppa confusione, bambini che urlano, che lanciano la sabbia e che non vengono seguiti come dovrebbero dai genitori o chi per loro», aggiunge Balata.
Rifiuti e plastica nell’acqua
La presenza di rifiuti è un problema costante, con sacchi di spazzatura gettati fuori dai cestini e ai piedi delle isole ecologiche. A Flumini, la De Vizia è costretta ogni mattina a portare via un carico importante. «C’è gente che fa lo spuntino e poi butta i resti in mare, mica si fanno problemi», racconta Liliana Salidu, che si reca in spiaggia di mattina presto. La plastica nell’acqua rappresenta un ulteriore problema, con oggetti abbandonati che danneggiano l’ecosistema marino. «Mi piace camminare in acqua», dice Salidu, «e proprio in acqua trovo di tutto, a cominciare dalla plastica».
Altri bagnanti, come Roberta Balata e Francesca Porcu, si occupano attivamente della pulizia della spiaggia di Sant’Andrea. «Zona via Taormina per la precisione», sottolineano. «Di mattina presto c’è più calma, nelle ore di punta ne vedi di tutti i colori. Portano i cani in spiaggia, ma non è questo il problema. Il problema è che non raccolgono gli escrementi ma li lasciano tranquillamente lì. Poi c’è troppa confusione, bambini che urlano, che lanciano la sabbia e che non vengono seguiti come dovrebbero dai genitori o chi per loro».
La richiesta di controlli più severi in spiaggia è crescente. «Ci vorrebbero seri controlli in spiaggia, dovrebbero passare i vigili per multare gli incivili, compreso chi occupa metri di spiaggia per mettere tendaggi o quei campetti per giocare a pallavolo», dice Muscas. Altri testimonianze segnalano l’uso improprio di spazi, come il gioco a calcio tra i bagnanti o l’uso di racchetti e campetti improvvisati. «Purtroppo giocano a calcio tra i bagnanti», aggiunge Muscas, «spesso incuranti del disagio che creano». La situazione, purtroppo, non sembra migliorare. Anche se alcuni tentativi di pulizia vengono fatti da volontari, la mancanza di rispetto per l’ambiente e per gli altri rimane un problema diffuso. «A tutto questo bisogna aggiungere chi maleducato lo è anche prima di arrivare in spiaggia», conclude un testimone. La sfida per le autorità locali è chiara: trovare un equilibrio tra libertà di accesso e rispetto per lo spazio pubblico. La soluzione, per ora, sembra dipendere solo dal comportamento di chi frequenta le spiagge.
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