Il caso Garlasco si complica: un nuovo sospetto mette in discussione la condanna di Stasi

Nuovo svolta nel processo per omicidio di Chiara Poggi: Andrea Sempio indagato, revisione processo in discussione.

Il caso Garlasco si complica: un nuovo sospetto mette in discussione la condanna di Stasi
Il caso Garlasco si complica: un nuovo sospetto mette in discussione la condanna di Stasi

Il caso Garlasco, noto per la condanna e l’assoluzione alternata di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi, si complica ulteriormente. Secondo la procura di Pavia, Andrea Sempio, un uomo che aveva già avuto un rapporto con la vittima, potrebbe essere l’unico responsabile del delitto. L’ipotesi, se confermata, metterebbe in discussione la condanna di Stasi, che ha scontato 16 anni di carcere e ora si trova in attesa di una possibile revisione del processo.

Un nuovo sospetto mette in discussione la condanna

La procura di Pavia ha convocato Andrea Sempio per il 6 maggio, un passo che potrebbe segnare un cambio di rotta nel caso. Secondo le fonti, Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi nell’agosto del 2007 per motivi abietti, legati al rifiuto del suo approccio sessuale. Questa ipotesi, se confermata, potrebbe far cadere le accuse nei confronti di Stasi, che era il fidanzato della vittima e aveva scontato una condanna per omicidio.

La revisione del processo dovrà essere richiesta dalla Procura generale di Milano

La revisione del processo dovrà essere richiesta dalla Procura generale di Milano, non dalla Procura di Pavia, come chiarito. La Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, sta valutando se avanzare ulteriori atti o richiedere una revisione del processo. Secondo le indiscrezioni, l’istanza potrebbe arrivare a maggio. La revisione dovrà mettere in discussione almeno alcuni degli elementi che hanno portato alla condanna di Stasi, tra cui l’impronta digitale e l’assenza di un alibi.

Le tracce di DNA e i pedali della bicicletta

Le indagini del 2007 hanno rilevato tracce di DNA di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta Umberto Dei, un modello di bicicletta da collezione. Su questi pedali sono state trovate microtracce che hanno dato esito positivo per la presenza di sangue e emoglobina. Su uno specifico pedale, sono stati rilevati due leucociti, un dato che ha suscitato interesse tra i magistrati.

La Corte d’appello di Brescia ha respinto la prima istanza di revisione nel 2021

Il ritrovamento del corpo da parte di Stasi è stato considerato un elemento cruciale per la sua condanna. Tuttavia, i magistrati hanno definito il racconto di Stasi come “illogico e falso”. Durante il processo, i periti hanno analizzato le possibilità di non calpestamento del sangue, un tema che ha portato a una valutazione estremamente bassa delle probabilità di evitamento.

Se la revisione del processo dovesse essere richiesta, la Corte d’Appello potrebbe sospendere l’esecuzione della pena per Stasi, permettendogli di rimanere in attesa del nuovo processo. In caso di assoluzione, si aprirebbe il capitolo del risarcimento, ma si dovrà distinguere tra errore giudiziario e ingiusta detenzione, due istituti diversi previsti dall’ordinamento penale.

La Procura di Pavia non ha affrontato il tema delle biciclette, in particolare la bici nera da donna vista da una testimone. Questo elemento, pur essendo cruciale, non è stato incluso nelle indagini. La Corte d’appello di Brescia ha respinto la prima istanza di revisione nel 2021, ma le nuove prove potrebbero cambiare la situazione.