L’opera di Nitti Sotres a Mandello: una pietra sospesa tra fragilità e reazione
A Mandello, l’installazione “Sospensione Ascensionale” di Daniele Nitti Sotres invita a riflettere su fragilità e reazione.
La scultura “Sospensione Ascensionale”, realizzata da Daniele Nitti Sotres e inaugurata ai giardini pubblici di Mandello, rappresenta un momento di riflessione tra fragilità e desiderio di reagire. L’opera, che si presenta come una pietra sospesa nel vuoto, invita a fermarsi e a interrogarsi su temi universali come la resistenza, l’immobilità e la possibilità di ripartenza. L’installazione, conosciuta anche come “Stallo”, è il frutto di un percorso artistico durato anni e si colloca all’interno di una ricerca che ha portato l’artista a esplorare la tensione tra materia e spazio, equilibrio e sospensione.
Un progetto nato nel 2018, realizzato nel 2022
Il progetto risale al 2018, mentre la scultura ha visto la luce nel 2022, dopo un periodo necessario per ottenere le autorizzazioni della Soprintendenza. L’opera è stata realizzata grazie al sostegno dello sponsor Eusider e si colloca nel punto dove un tempo si trovava una magnolia. L’artista ha espresso un ringraziamento particolare all’Amministrazione comunale e a chi ha accompagnato il progetto, con un pensiero speciale per Antonio Anghileri di Eusider e per Bruno Grossetti, con il quale Nitti Sotres ha sviluppato una collaborazione di lunga durata.
“Non voglio dare risposte, ma far nascere domande”, ha spiegato l’artista durante l’inaugurazione. La scultura non si presenta come una figura riconoscibile, ma come un blocco di pietra che sembra sospeso tra immobilità e movimento. L’opera non cerca di dare una risposta immediata, ma invita a riflettere su temi come la fragilità, la resistenza e la capacità di reagire. La pietra, simbolo della terra e della condizione umana, è sospesa e bloccata, ma guarda verso l’alto.
Un’opera che non dà risposte, ma suscita domande
La scultura, che ha visto la luce dopo l’emergenza della pandemia, ha trovato un significato particolare in un momento in cui molti si sono trovati bloccati, trattenuti e impossibilitati a proseguire come prima. “Davanti alle prove si apre spesso un bivio: reagire oppure soccombere. Ma può esistere anche una terza via, quella dello stallo, della sospensione”, ha sottolineato Nitti Sotres. La sospensione non è soltanto immobilità, ma anche ascensionale, orientata verso l’alto. L’opera, che non è semplice elemento decorativo ma una presenza capace di interrompere il passo di chi la osserva, ha suscitato reazioni e discussioni fin dai primi giorni. L’assessore Silvia Nessi ha sottolineato che “sta facendo discutere, e in fondo è anche questo lo scopo dell’arte”. L’installazione, con la sua tensione e la sua capacità di suscitare domande, rimane nella mente di chi la guarda, come un invito a riflettere su se stessi e sul mondo che ci circonda.
La scultura, conosciuta anche come “Stallo”, è il frutto di una ricerca durata anni e si colloca all’interno di una ricerca che ha portato l’artista a esplorare la tensione tra materia e spazio, equilibrio e sospensione. L’opera, che ha visto la luce nel 2022, è un omaggio e un monito a reagire alle avversità che si interpongono nel percorso della vita, ma anche a tutte le persone che quelle difficoltà le affrontano e riescono a superarle.
