Più acqua nei bacini, ma la siccità non è risolta

Disponibilità idrica in Puglia superiore al 2025, ma Coldiretti sottolinea la necessità di infrastrutture e costi sostenibili.

La disponibilità di acqua nei bacini della Puglia è aumentata rispetto al 2025, ma non è sufficiente a risolvere la crisi idrica. Secondo i dati dell’Osservatorio ANBI, la capacità idrica degli invasi della Capitanata è superiore al periodo dello scorso anno, con un incremento di 44,63 milioni di metri cubi. Tuttavia, Coldiretti Puglia sottolinea che questa disponibilità non basta a garantire una gestione sostenibile e efficiente delle risorse idriche, soprattutto in un contesto di cambiamento climatico che altera la distribuzione della risorsa.

Disponibilità idrica in aumento, ma non basta

La diga di Occhito, uno dei principali bacini della regione, registra 87,40 milioni di metri cubi, rispetto ai 47,64 milioni del 2025, mentre Capaccio, Osento e Capacciotti segnano rispettivamente 6,74, 0,94 e 3,04 milioni di metri cubi. Nonostante il dato positivo, Coldiretti Puglia precisa che la capacità autorizzata complessiva dei quattro invasi è pari a 331,9 milioni di metri cubi, mentre la disponibilità attuale si ferma a 98,12 milioni, meno del 30% del volume autorizzato. Questo significa che, nonostante l’aumento, la situazione non è ancora risolta.

Le imprese agricole si trovano a fronteggiare costi sempre più elevati per l’irrigazione, con tariffe e oneri irrigui che pesano sui bilanci aziendali. Coldiretti Puglia denuncia che l’acqua non può diventare un ulteriore fattore di crisi per le aziende agricole, soprattutto in un momento in cui i redditi agricoli sono già in difficoltà. Servono regole certe, tariffe sostenibili e trasparenti, nonché la revisione dei conguagli imprevisti, per garantire un accesso all’acqua a costi sostenibili.

Un clima in evoluzione e una percezione crescente

Il cambiamento climatico sta modificando profondamente la distribuzione della risorsa idrica, alternando periodi di forte scarsità a precipitazioni intense e concentrate. L’acqua che arriva in eccesso in poche ore non può essere considerata una risposta alla siccità se non siamo in grado di raccoglierla, conservarla e distribuirla in modo efficiente. Coldiretti Puglia sottolinea che, senza una programmazione capace di guardare oltre la singola stagione, ogni periodo siccitoso rischia di trasformarsi in una nuova emergenza per le imprese agricole.

La percezione dei cittadini è in aumento: l’81% dichiara di essere preoccupato dagli effetti del nuovo clima, con un incremento di 5 punti percentuali rispetto a prima dell’estate. Un dato che si inserisce in una tendenza di lungo periodo, considerato che nel 2025 la quota degli italiani preoccupati per il clima era già arrivata al 58%, contro il 40% di 15 anni prima. Coldiretti Puglia chiede quindi che la gestione dell’acqua diventi una priorità stabile delle politiche pubbliche, con investimenti, tempi certi e opere capaci di rafforzare la resilienza del territorio. La questione idrica, inoltre, non è più una variabile da affrontare solo in emergenza, ma una problematica strutturale. Secondo l’indice SPI del Consiglio Nazionale delle Ricerche, tra primavera ed estate il 41% delle aree agricole destinate a colture irrigue ha subìto condizioni di siccità severo-estrema. Un quadro che conferma come l’acqua sia diventata una risorsa cruciale per la produzione, l’occupazione e la sostenibilità delle aziende agricole.