Ungheria ritira il veto, UE apre adesione Ucraina e annuncia incontro Zelensky-Magyar

L’Ungheria ritira il veto all’adesione dell’Ucraina all’UE, aprendo la strada a un incontro tra Zelensky e Magyar. Un passo significativo nel processo di integrazione.

L’Ungheria ha ritirato il veto all’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, aprendo la strada a un nuovo passo nel lungo processo di integrazione. La decisione, annunciata durante un incontro tra i ministri degli Esteri ucraino Andrii Sybiha e ungherese Anita Orbán a Lussemburgo, ha portato l’UE a concordare l’apertura di due nuovi cluster di adesione, portando il numero totale a quattro su sei. Questo risultato rappresenta un’importante svolta, potenzialmente aprendo la strada al primo incontro bilaterale tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro ungherese Péter Magyar a Bruxelles questa settimana.

Accordo sui diritti delle minoranze

La decisione dell’Ungheria è arrivata dopo un accordo sui diritti della minoranza etnica ungherese in Ucraina, una richiesta che Budapest aveva avanzato da tempo. La legge approvata amplia l’uso delle lingue minoritarie ammesse nelle attività e nella comunicazione scolastica e aggiunge garanzie per l’insegnamento nella lingua madre quando le scuole vengono riorganizzate o chiuse. Per Kiev, è cruciale che l’ucraino rimanga la lingua dell’istruzione statale, ma le nuove norme rafforzano l’educazione nelle lingue delle minoranze senza rovesciare la politica ucraina di promozione della lingua ufficiale.

Un approccio più pragmatico

Dalla vittoria elettorale di Magyar ad aprile, il nuovo governo ungherese ha adottato un approccio più pragmatico, cercando garanzie concrete per la minoranza ungherese ma allo stesso tempo indicando la volontà di permettere l’avanzamento del percorso di integrazione europea di Kiev. A giugno, Budapest aveva accettato l’apertura dei primi due cluster di adesione, ma aveva subordinato ulteriori passi avanti al rafforzamento da parte di Kiev delle tutele giuridiche per la minoranza ungherese in Ucraina. Dopo i colloqui a Lussemburgo, il ministro degli Esteri ucraino ha accolto con favore i progressi nell’attuazione degli impegni bilaterali.

Le modifiche si innestano sulle riforme introdotte nel 2023, estendendo le tutele alle minoranze le cui lingue sono lingue ufficiali dell’UE. La legge introduce uno status giuridico speciale per le scuole in cui più della metà degli alunni viene istruita in una lingua minoritaria che è anche lingua ufficiale dell’UE. Gli alunni che studiano in lingue minoritarie o indigene ammesse potranno chiedere la traduzione delle domande negli esami esterni, ad eccezione delle prove di lingua e letteratura.

Le sfide future

Nonostante l’intesa tra Kiev e Budapest, l’adesione dell’Ucraina all’UE non è ancora garantita. L’apertura di altri due cluster è un nuovo passo, ma non garantisce l’ingresso nell’Unione. Kiev deve ancora completare ampie riforme, e la chiusura di ogni cluster richiede l’accordo unanime degli Stati membri dell’UE. Anche se le obiezioni dell’Ungheria sembrano superate, altri Paesi dell’Unione potrebbero ancora frenare i progressi. L’agricoltura si preannuncia come uno dei temi più delicati nei negoziati di adesione dell’Ucraina, con alcuni Stati che temono l’integrazione del vasto settore agricolo ucraino nella Politica agricola comune possa aumentare la pressione sugli agricoltori europei, sui sussidi e sulla concorrenza nei mercati. Per ora, l’intesa tra Kiev e Budapest rappresenta un risultato diplomatico significativo e chiude una lunga disputa tra i due Paesi confinanti. L’apertura di due nuovi cluster di adesione potrebbe spianare la strada al primo incontro bilaterale tra Zelensky e Magyar a Bruxelles, segnando potenzialmente un punto di svolta nelle relazioni tra i due Paesi vicini.