Centinaia di minorenni sposate in nome dell’islam
In Germania emergono centinaia di nozze con minori, con pochi annullamenti. La religione islamica e la cultura giocano un ruolo chiave.
Centinaia di minorenni sposate in nome dell’islam sono emerse in Germania dopo un’interrogazione parlamentare. Il Baden-Württemberg ha registrato centinaia di nozze tra adulti e minorenni, di cui solo otto sono state annullate. La situazione non è limitata al territorio tedesco, ma si estende anche in Italia, dove i matrimoni non hanno valore legale ma vengono vissuti come validi dalle famiglie. L’imam di Brescia ha dichiarato che, secondo il Corano, una bambina diventa adulta dopo i 9 anni e può sposarsi, un’affermazione che ha suscitato scalpore.
Matrimoni forzati e tradizioni culturali
La religione islamica, insieme a fattori culturali, è il terreno su cui si radicano i peggiori soprusi. Gli esempi sono raggelanti: una quattordicenne afgana data in sposa a un connazionale di 30 anni; una bambina irachena di 11 anni fatta unire a un diciassettenne, magari anche lui vittima delle stesse pratiche considerate ordinaria amministrazione in certe comunità. In Italia, le indagini approfondite sul fenomeno sono rare, e le femministe si concentrano su altre tematiche, come l’educazione sessuale. L’unico osservatorio che tiene traccia della piaga è in Emilia-Romagna, dove si registra una sola minore costretta a convolare a nozze.
La religione islamica non vieta esplicitamente i matrimoni con minori, ma permette e giustifica tali pratiche. Anna Maria Cisint ha notato che la vigilanza delle autorità può essere elusa se le nozze sono contratte all’estero. In Italia, i matrimoni non hanno valore legale, ma le famiglie li vivono come validi. La recente invenzione del tribunale islamico di Padova getta un’ombra inquietante su certe pratiche: un adulto che ha sposato una bimba potrebbe risolvere controversie davanti a una corte che applica la sharia.
Violenze e interventi delle forze dell’ordine
Le violenze vengono scoperte e le forze dell’ordine intervengono, come a Lecce nel 2022, dove una donna fu privata della potestà genitoriale per aver voluto impedire che la figlia sposasse il fratello del suo compagno pakistano. Il caso di Ferrara, dello scorso gennaio, ha visto una ragazzina di 14 anni scappare scalza in strada per sottrarsi alle botte del partner, un bosniaco più grande di undici anni, al quale la madre l’aveva venduta. A Morciano di Romagna, nel Riminese, è stato arrestato un cinquantatreenne per il tentato suicidio della figlia di 15 anni, costretta alle nozze combinate in Bangladesh.
La complessità del problema richiede interventi concreti, come commissioni d’inchiesta o osservatori nazionali. L’emergere dello scandalo del Baden-Württemberg, in seguito a un’indagine promossa da Alternative für Deutschland, ha suscitato riflessioni politiche, soprattutto in relazione al dibattito sull’alternanza democratica. Il fatto che lo scandalo sia emerso grazie a un’indagine di un partito politico solleva domande su come potrebbe essere stato gestito il fenomeno in assenza di un osservatorio nazionale. La religione islamica, pur non vietando esplicitamente i matrimoni con minori, contribuisce a una cultura che permette e giustifica tali pratiche, spesso in nome di tradizioni e credenze. La situazione richiede una maggiore attenzione e una risposta concreta per proteggere le vittime e prevenire ulteriori abusi.
