Houthi, un rapporto segnala l’uso di componenti cinesi per missili balistici

Houthi potrebbero utilizzare componenti cinesi per sviluppare missili balistici di medio raggio, secondo un rapporto di Conflict Armament Research.

Un progetto di missili balistici in via di sviluppo

Un rapporto di Conflict Armament Research ha rivelato che i gruppi Houthi stanno cercando di sviluppare missili balistici di medio raggio, utilizzando componenti prodotti in Cina. L’informazione è stata ottenuta attraverso dati forniti dalle autorità yemenite, che hanno segnalato l’arrivo di carichi contenenti attrezzature missilistiche nascoste insieme ad altre merci. Tra i materiali sequestrati, sono state trovate parti meccaniche realizzate su misura, destinate al missile a corto raggio Sadr. Questi componenti potrebbero essere destinati alla produzione di una versione avanzata del Kheibar Shekan, un missile iraniano noto per la sua capacità di modificare la traiettoria durante il volo, rendendolo più difficile da intercettare.

Un aumento di autonomia e capacità militare

Secondo il rapporto, il gruppo Houthi, classificato come organizzazione terroristica dagli Stati Uniti e soggetto all’embargo sulle armi delle Nazioni Unite, ha intensificato negli ultimi anni i suoi rapporti con la Cina e altri fornitori. L’anno scorso, Washington ha accusato un’impresa cinese di aver aiutato gli Houthi a pianificare attacchi contro navi statunitensi nel Mar Rosso. La rete produttiva degli Houthi è così difficile da individuare che non è possibile stabilire con certezza a che punto sia il progetto. In precedenza, l’Iran forniva loro missili che venivano poi riassemblati e impiegati. Oggi, però, il gruppo ha sviluppato competenze locali nei software per droni e missili, ampliato i canali di approvvigionamento e stabilito contatti con reti di contrabbando e fornitori internazionali.

La versione in sviluppo potrebbe raggiungere circa 1.900 chilometri, mettendo nel raggio d’azione sia l’Arabia Saudita sia Israele. Il Kheibar Shekan, introdotto a Teheran nel 2022, è un missile mobile e relativamente economico, progettato per colpire con precisione. Rispetto ad altri modelli iraniani, il Kheibar Shekan è più difficile da intercettare perché può cambiare traiettoria durante il volo. In alcune versioni, la parte anteriore che contiene la testata si separa nella fase conclusiva e usa un piccolo propulsore per aggiustare la rotta mentre si avvicina all’obiettivo a circa 9.650 chilometri orari. Questa capacità di modifica della traiettoria potrebbe rendere il missile un avversario più temibile per i paesi circostanti.

La presenza di componenti cinesi nei missili del gruppo rivela un’incapacità o una mancanza di volontà da parte di Pechino di controllare la destinazione finale delle tecnologie a duplice uso.

Il rapporto di Conflict Armament Research include immagini dei componenti principali, tra cui parti metalliche e materiali di stabilizzazione. Le autorità yemenite hanno inoltre recuperato strumenti, dispositivi di collaudo e materie prime, compreso un rivestimento ablativo usato per proteggere alcune parti del missile dal calore estremo generato durante il volo. Già verso la fine del 2024, gli esperti dell’organizzazione avevano documentato l’arrivo di parti meccaniche realizzate su misura, destinate al missile a corto raggio Sadr; non è stato però possibile identificare il fornitore. I documenti indicavano un produttore cinese di metalli di precisione che si presenta come specialista nella realizzazione di componenti aerospaziali su richiesta. Il rapporto non ne rivela il nome.

  • Il Kheibar Shekan è più difficile da intercettare grazie alla sua capacità di modificare la traiettoria.
  • Le autorità yemenite hanno recuperato componenti per missili balistici, tra cui parti metalliche e materiali di stabilizzazione.
  • Conflict Armament Research ha analizzato i dati forniti a luglio e ha incluso immagini dei componenti principali nel rapporto.