Andrea Sempio: “Non scrivo più sui diari per paura di fraintendimenti”
Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, non scrive più sui diari per paura di fraintendimenti.
Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, ha rivelato di non scrivere più sui diari da quando è stato coinvolto nella nuova inchiesta. L’indagato, che si dichiara innocente, ha spiegato che la paura di fraintendimenti lo ha spinto a interrompere questa sua abitudine. “Ho paura di fraintendimenti, ma anche perché alla fine abbiamo già subito due perquisizioni”, ha detto durante un incontro con un’inviata di Dentro la Notizia.
Diari e perquisizioni: il rischio di interpretazioni errate
Durante una perquisizione, gli inquirenti hanno sequestrato una serie di agende, bloc notes e diari nei quali Sempio aveva appuntato riflessioni su temi come l’autoerotismo, la pornografia, il sesso e la violenza. Tra le pagine trovate, c’era un passaggio in cui aveva scritto: “Ne ho passate tante. Decisamente. Cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno”. In un’altra pagina, aveva annotato: “Ho commesso cose brutte”, e successivamente, il 24 giugno 2020, aveva scritto: “Mamma in panico per la cosa di Stasi”.
La frase “mamma in panico per la cosa di Stasi” ha suscitato molte domande. In un articolo del Corriere della Sera del 23 giugno 2020, si leggeva che l’avvocata Laura Panciroli aveva depositato una richiesta di revisione della condanna a favore di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. La “cosa di Stasi” di cui Sempio parlava potrebbe riferirsi proprio a questa richiesta. La madre di Sempio, Daniela Ferrari, aveva espresso preoccupazione per questa situazione.
La nuova inchiesta e le accuse contro Andrea Sempio
Secondo la nuova inchiesta, l’assassino di Chiara Poggi sarebbe stato Andrea Sempio, mosso da furia omicida dopo il rifiuto di un approccio sessuale da parte della vittima. Sempio, però, si dichiara innocente e la sua difesa ha depositato cinque consulenze che, stando alle dichiarazioni, smontano l’impianto accusatorio. Le analisi del 2007 hanno rivelato anomalie. Nel frattempo, sono emerse anomalie nelle analisi effettuate dai carabinieri del Ris nel 2007: i pm di Pavia hanno segnalato l’omissione di due contro-analisi sul Dna sui pedali della bicicletta di Stasi, che avrebbero dato esito negativo.
Chiara Poggi, 26 anni, fu uccisa mentre si trovava in casa da sola, dato che la sua famiglia si trovava in vacanza in Trentino. La ragazza fu colpita mortalmente con un oggetto contundente che la raggiunse al volto e al capo almeno 15 volte, poi il suo corpo fu lasciato scivolare in fondo alla scala del disimpegno che conduceva alla cantina della villetta. L’arma non fu mai trovata. Ad oggi, Sempio non ha pesi sulla coscienza, ma ha espresso la sua preoccupazione per il rischio di fraintendimenti. “La paura del resto c’è dal primo giorno, l’ho sempre detto”, ha detto, ma “è un pensiero che comunque devi rivedere”. L’indagato, che collabora con altre testate e siti web come esperto di musica, non esclude che un domani possa cercare di costruire una famiglia.
TITOLO: Andrea Sempio: “Non scrivo più sui diari per paura di fraintendimenti”
META: Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, non scrive più sui diari per paura di fraintendimenti.
TAG: diari, Garlasco, inchiesta, Andrea Sempio, omicidio, Stasi
ALT: Andrea Sempio, indagato per omicidio, non scrive più sui diari per paura di fraintendimenti.
Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, ha rivelato di non scrivere più sui diari da quando è stato coinvolto nella nuova inchiesta. L’indagato, che si dichiara innocente, ha spiegato che la paura di fraintendimenti lo ha spinto a interrompere questa sua abitudine. “Ho paura di fraintendimenti, ma anche perché alla fine abbiamo già subito due perquisizioni”, ha detto durante un incontro con un’inviata di Dentro la Notizia.
Diari e perquisizioni: il rischio di interpretazioni errate
Durante una perquisizione, gli inquirenti hanno sequestrato una serie di agende, bloc notes e diari nei quali Sempio aveva appuntato riflessioni su temi come l’autoerotismo, la pornografia, il sesso e la violenza. Tra le pagine trovate, c’era un passaggio in cui aveva scritto: “Ne ho passate tante. Decisamente. Cose che altri non hanno mai vissuto né mai vivranno”. In un’altra pagina, aveva annotato: “Ho commesso cose brutte”, e successivamente, il 24 giugno 2020, aveva scritto: “
