Scaffali vuoti nei supermercati del Sud, autotrasportatori in protesta: «A rischio anche le farmacie»

Scaffali vuoti nei supermercati del Sud per scioperi degli autotrasportatori. Confcommercio stima danni fino a 50 milioni di euro.

Nei supermercati del Sud Italia, frutta, verdura, latte e altri alimenti freschi sono inesistenti sugli scaffali a causa dello sciopero degli autotrasportatori. La protesta, che si concentra principalmente in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia, ha rallentato i rifornimenti, con conseguenze preoccupanti anche per le farmacie. Confcommercio ha stimato i danni economici complessivi tra i 40 e i 50 milioni di euro, con un impatto significativo sulla filiera del fresco. La situazione si è aggravata a causa del caro carburante, che ha spinto i trasportatori a bloccare le operazioni, causando un blocco delle consegne e un esaurimento delle scorte.

Scioperi e blocchi dei tir

I blocchi dei tir, in particolare in Campania e Calabria, hanno ridotto drasticamente la movimentazione delle merci, con conseguenze immediate sui supermercati. In alcune zone, i clienti hanno iniziato a fare scorte per evitare di rimanere senza prodotti essenziali. In Campania, nell’area industriale di Carinaro, i manifestanti hanno fermato le operazioni di carico e scarico nei magazzini della grande distribuzione, causando un blocco delle consegne. In Sicilia, nonostante gli organizzatori abbiano annunciato di consentire il trasporto di frutta e verdura, i rifornimenti continuano ad arrivare a singhiozzo. La situazione è particolarmente critica per i prodotti deperibili, che richiedono tempistiche estremamente rapide per essere trasportati e commercializzati.

Le merci non riescono a raggiungere i punti vendita, che stanno esaurendo le scorte, soprattutto quelle di alimenti freschi. In Calabria, gli autotrasportatori aderenti a Fedralog sono fermi da venerdì 16 ottobre. Inoltre, nelle aziende agricole, i prodotti rischiano di marcire a causa del blocco delle consegne. Confesercenti ha segnalato che le scorte di alcune catene di supermercati sono già scese al 50%. Se le consegne non riprenderanno, potrebbero mancare del tutto i prodotti freschi.

Danni economici e rischi per la filiera

Confcommercio Sicilia ha stimato i danni economici complessivi tra i 40 e i 50 milioni di euro, con un impatto significativo sulla grande distribuzione organizzata e sulla filiera del fresco. Il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, ha sottolineato come la Sicilia sia particolarmente vulnerabile sul piano logistico, con effetti immediati sugli scaffali dei supermercati e sulla capacità delle imprese di rispondere alla domanda dei consumatori. I costi che gravano sulle piattaforme logistiche e sui centri di distribuzione sono stimati tra 12 e 15 milioni di euro, derivanti dal blocco delle attività operative, dai ritardi nelle consegne e dall’accumulo di semirimorchi e merci nelle aree portuali.

Il valore dei prodotti che rischiano di essere compromessi a causa dei ritardi nella distribuzione oscilla tra gli 8 e i 10 milioni di euro. In molti punti vendita, soprattutto nelle aree maggiormente dipendenti dai flussi provenienti dai principali porti commerciali siciliani, si registrano già difficoltà di approvvigionamento e una significativa riduzione dell’assortimento disponibile. La situazione potrebbe peggiorare se le consegne non riprenderanno entro breve.

Per capire quando potranno riprendere regolarmente le consegne, bisnerà attendere l’esito dell’incontro tra il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e gli autotrasportatori, previsto per martedì 20 ottobre alla prefettura di Milano. In mattinata, il ministro vedrà le associazioni nazionali e i sindacati, nel pomeriggio i rappresentanti dei movimenti spontanei. Alcuni manifestanti hanno già annunciato che senza risposte concrete la protesta continuerà. E finché i camion resteranno fermi, anche il ritorno alla normalità nei supermercati rimarrà incerto.