Vino porta agroalimentare su nuovi mercati, afferma Bricolo di VeronaFiere
Bricolo (VeronaFiere) spiega come il vino apre nuovi mercati all’agroalimentare italiano. L’iniziativa del Ministero degli Esteri coinvolge gli istituti di cultura nella promozione del Made in Italy.

Il vino rappresenta un volano strategico per l’ingresso dell’agroalimentare italiano nei mercati esteri. A sostenerlo è Federico Bricolo, presidente di VeronaFiere, intervenendo alla giornata conclusiva della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, tenutasi a Verona. Secondo le analisi disponibili, dove il vino si radica all’estero porta con sé anche una quota dell’agroalimentare che altrimenti avrebbe difficoltà a raggiungere quei mercati.
L’occasione dell’intervento di Bricolo è stata il lancio di un’iniziativa del Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale denominata “Territori”. L’iniziativa prevede il coinvolgimento degli istituti di cultura italiani nelle attività di promozione che lo Stato italiano conduce all’estero in supporto alle proprie aziende. Come riferisce Adnkronos, per Bricolo questo ruolo degli istituti culturali è considerato fondamentale per la strategia di promozione del Paese.
La sinergia tra cultura e Made in Italy
Bricolo sottolinea che uno dei punti di forza dell’Italia è la capacità di promuovere il Made in Italy attraverso una combinazione di cultura, tradizione e qualità. In questo contesto, VeronaFiere ha già avviato iniziative che si allineano perfettamente con la visione del progetto lanciato dal Ministero degli Esteri. Un esempio concreto è rappresentato dall’iniziativa legata al “Bacco di Caravaggio”, un’opera uscita dal Museo degli Uffizi con una destinazione inedita: per la prima volta, il capolavoro non è andato in un grande museo, ma è stato esposto in un quartiere fieristico.
Questa scelta rappresenta una svolta simbolica rilevante. Il trasferimento dell’opera in uno spazio dedicato al commercio e alla promozione delle eccellenze nazionali incarna la volontà di avvicinare l’arte e la cultura ai circuiti economici e commerciali, creando ponti tra patrimonio culturale e business internazionale. La decisione di portare un’opera di tale importanza in un contesto fieristico riflette la strategia di utilizzare la cultura come strumento di promozione economica.
L’iniziativa del Ministero degli Esteri
Il programma promosso dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale punta a una integrazione più stretta tra gli istituti di cultura italiana e le attività di promozione commerciale del Paese. Secondo quanto sostenuto da Bricolo, questa sinergia è considerata essenziale perché gli istituti culturali dispongono di una rete consolidata e di una credibilità internazionale che può facilitare l’accesso a nuovi mercati per le aziende italiane. Il coinvolgimento di questi organismi nelle strategie di export rappresenta quindi un cambio di approccio nella promozione del Made in Italy a livello globale.
La Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, che si è conclusa a Verona, ha fornito la piattaforma per discutere di come questa integrazione possa essere realizzata in modo efficace. La presenza di Bricolo come relatore testimonia il ruolo crescente che le fiere e i grandi poli fieristici assumono in questa strategia, non soltanto come spazi di commercio, ma come ecosistemi dove cultura, innovazione e business si incontrano.
L’analisi secondo cui il vino funziona da apripista per l’agroalimentare rimanda a una dinamica consolidata del mercato internazionale: i produttori vinicoli hanno storicamente rappresentato una porta d’ingresso per i marchi alimentari italiani nei paesi stranieri. Questo fenomeno naturale, quando canalizzato in strategie coordinate di promozione, può moltiplicare gli effetti e permettere una penetrazione più profonda nei nuovi mercati. La collaborazione tra istituzioni, organismi culturali e imprese potrebbe quindi amplificare ulteriormente questo effetto benefico sull’intero settore agroalimentare nazionale.
