Sentenza su Lucano: sospesa la decadenza da sindaco di Riace in attesa della Cassazione

La Corte d’Appello di Reggio Calabria sospende la decadenza di Mimmo Lucano da sindaco di Riace. L’eurodeputato Avs potrà riprendere il mandato fino alla decisione della Cassazione.

Sindaco di Riace al centro delle spalle della cittadinanza durante incarico pubblico
Sindaco di Riace al centro delle spalle della cittadinanza durante incarico pubblico

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha deciso di sospendere la decadenza di Mimmo Lucano dall’incarico di sindaco di Riace, permettendogli di riprendere il ruolo di primo cittadino in attesa della pronuncia definitiva della Corte di Cassazione. La notizia è stata annunciata direttamente dall’interessato attraverso i social network, dove l’eurodeputato di Avs ha comunicato la decisione che rappresenta una piega significativa nella sua vicenda giudiziaria e amministrativa.

Lucano, nell’annuncio della sentenza, ha dichiarato: “La Corte d’Appello di Reggio Calabria sospende la mia decadenza da sindaco di Riace, in attesa della decisione della Cassazione”. Questa sospensione della decadenza consente all’eurodeputato di riprendere i compiti amministrativi del comune calabrese, dove continuerà a rappresentare gli interessi della cittadinanza fino a quando il giudice supremo non si esprimerà sulla questione. Il ritorno alla carica rappresenta per Lucano la possibilità di onorare il mandato conferitgli dalle cittadine e dai cittadini riacesi, come sottolineato nel suo stesso messaggio sui social.

Il ritorno alla guida del comune

Con la sospensione della decadenza, Mimmo Lucano torna dunque a fare il sindaco di Riace. L’eurodeputato, che era stato prima condannato in primo grado e successivamente soggetto a decadenza dall’incarico, avrà ora la possibilità di continuare a gestire il comune fino alla sentenza definitiva della Cassazione. Questo assetto temporaneo riporta Lucano sulla sedia di sindaco, sebbene in una condizione amministrativa sospensiva che rimane subordinata alla decisione della corte suprema ordinaria.

La decisione della Corte d’Appello rappresenta un elemento rilevante nel procedimento che vede coinvolto l’esponente Avs su questioni amministrative e legali. La sospensione della decadenza, piuttosto che la sua conferma, segna un cambio di direzione rispetto a quanto stabilito in precedenza, lasciando aperto lo scenario processuale e permettendo a Lucano di restare in carica nel frattempo. L’annuncio dello stesso Lucano sottolinea l’importanza che egli attribuisce al poter continuare a servire la comunità di Riace durante questa fase transitoria.

In attesa della Cassazione

Il pronunciamento della Corte d’Appello di Reggio Calabria non rappresenta tuttavia una conclusione definitiva della vicenda. La sospensione della decadenza è uno stato temporaneo che rimane valido fino a quando la Corte di Cassazione non si pronuncerà nel merito. Questa soluzione provvisoria lascia in sospeso la questione di fondo, rimandando a un giudizio superiore la parola finale sul caso di Mimmo Lucano e sulla sua posizione amministrativa.

Per l’eurodeputato di Avs si apre dunque una fase di continuità nella gestione del comune, sebbene caratterizzata dall’incertezza legata alla pendenza del ricorso in Cassazione. Durante questo periodo, Lucano avrà l’opportunità di proseguire nella sua opera amministrativa a Riace, mantenendo il contatto diretto con gli abitanti e i problemi locali, mentre i passaggi giudiziari si dipanano nei livelli superiori della magistratura ordinaria.

La decisione della corte calabrese consente a Lucano di rimanere operativo in veste di sindaco fino al pronunciamento definitivo, anche se il carattere provvisorio della sospensione mantiene aperta la possibilità di sviluppi futuri legati all’esito della cassazione. Nel frattempo, il sindaco potrà continuare ad amministrare il comune e a rappresentare gli interessi della comunità riacese, come confermato dal suo stesso annuncio attraverso i canali social, dove ha espresso la volontà di tornare a fare il sindaco e onorare il mandato ricevuto dai cittadini.