Incendi tra Gargano e Molise, evacuati turisti via mare e anziani dalla Rsa
Emergenza incendi tra Gargano e Basso Molise. Guardia costiera evacua turisti dalle spiagge, ventuno anziani trasferiti da casa di riposo. Vento di libeccio alimenta i roghi.

Ondate di fuoco hanno colpito il territorio tra il Gargano e il Basso Molise, innescando un’emergenza che ha richiesto l’intervento massicccio delle autorità e la messa in sicurezza di civili. I roghi hanno interessato zone rurali e costiere, costringendo all’evacuazione turisti presenti nelle spiagge e ospiti di strutture ricettive, mentre le infrastrutture viarie e ferroviarie sono state chiuse per ragioni di sicurezza. Le operazioni di soccorso hanno coinvolto la guardia costiera e le forze di protezione civile in un contesto di crescente pericolo alimentato dalle condizioni meteo avverse.
L’evacuazione via mare e le zone colpite
La guardia costiera ha condotto operazioni di evacuazione dalle spiagge per mettere in salvo i turisti presenti nelle aree interessate dal fuoco. Il rogo è divampato a Campomarino Lido, al confine con la Puglia, e ha colpito una zona rurale di Peschici, entrambi ubicati nella fascia costiera del basso Molise e del promontorio garganico. Le fiamme si sono diffuse rapidamente, costringendo le autorità a coordinare trasporti via mare per allontanare i bagnanti dalle zone di pericolo e garantire loro un’evacuazione sicura verso punti di raccolta predisposti.
Le infrastrutture di collegamento sono state immediatamente interdette al transito: strade e ferrovia hanno subito chiusure per impedire che la propagazione del fuoco potesse interessare gli automobilisti e i passeggeri dei treni. Questa misura, sebbene drastica, era necessaria per contenere il rischio di incidenti e facilitare l’accesso dei mezzi di soccorso alle aree critiche.
Il dramma nella casa di riposo e l’azione del vento
La situazione più delicata ha interessato una struttura residenziale per anziani. Ventuno ospiti sono stati trasferiti dai locali della casa di riposo verso una chiesa, allontanati in via precauzionale dalle zone minacciate dalle fiamme. L’evacuazione di persone anziane e potenzialmente fragili ha rappresentato una priorità assoluta per i soccorritori, che hanno operato per garantire una transizione sicura verso locations alternative e temporanee capaci di accogliere gli sfollati.
Anche i campeggi presenti nella zona sono stati evacuati, rispecchiando l’ampiezza della minaccia e la necessità di allontanare quanti più civili possibile dalle aree interessate dal disastro. Il vento di libeccio ha alimentato gli incendi sul Gargano e in Basso Molise, agendo come accelerante naturale nella propagazione delle fiamme e rendendo estremamente difficili i tentativi di contenimento. Le condizioni meteorologiche avverse hanno trasformato roghi inizialmente circoscritti in fronti di fuoco sempre più ampi e incontrollabili, moltiplicando le sfide per gli operatori antincendio.

Secondo quanto riferito da notizie.virgilio.it e república.it, gli incendi hanno assunto proporzioni significative nel giro di poche ore, costringendo a evacuazioni di massa e paralizzando temporaneamente i collegamenti terrestri dell’area. La situazione ha messo sotto pressione l’intero sistema di protezione civile regionale, che ha dovuto coordinare operazioni simultanee su più fronti per garantire l’incolumità dei cittadini e dei turisti.
Contesto e prospettive
Gli incendi estivi nel Meridione rappresentano una criticità ricorrente, soprattutto quando concorrono fattori naturali come il vento forte e le temperature elevate. L’area compresa tra il Gargano e il Molise, caratterizzata da vegetazione fitta e orografia collinare, è particolarmente vulnerabile alla propagazione rapida del fuoco. Le operazioni di evacuazione coordinate via mare rappresentano un’azione straordinaria che ha permesso di evitare conseguenze peggiori per i turisti presenti sulle coste.
Le autorità competenti rimangono in stato di allerta per monitorare l’evoluzione della situazione e coordinare ulteriori interventi qualora le condizioni meteorologiche dovessero peggiorare. Il trasferimento degli anziani dalla casa di riposo e lo sgombero dei campeggi testimoniano una gestione dell’emergenza basata sul principio della massima precauzione, indispensabile quando sono coinvolte persone vulnerabili e quando le variabili ambientali rimangono instabili.
